Un sindacalista poliedrico
Sono trascorsi due anni dall’addio a Toni Ferigo. Era il 4 ottobre del 2024. Lo ricordiamo con un libro, a cura di Gianfranco Zabaldano e di Giacinto Andriani, realizzato con il contributo e i ricordi di tanti amici e amiche, con i compagni/e della “catena di solidarietà” che gli sono stati vicini nel difficile e lungo “ultimo miglio” della sua vita.

L’introduzione è di Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, che così inizia: <<A nome della Firn Cisl vorrei, per prima cosa, esprimere la mia gratitudine all’Associazione culturale Vera Nocentini di Torino per aver raccolto in questo quaderno alcuni degli articoli pubblicati da Toni Ferigo in “Lettera Fim” e diverse preziose testimonianze sulla sua vita e sul suo originale contributo all’azione sindacale. Tra le testimonianze anche quelle dei colleghi Rosario Iaccarino e Marco Buatier che, con Toni, hanno condiviso per alcuni anni la stessa casa a Roma e l’impegno a tempo pieno nella federazione nazionale della Fim-Cisl in corso Trieste 36, la storica sede della Fim.
Toni Ferigo ci ha lasciato il 4 ottobre del 2024 a 78 anni. Malato da qualche anno, senza familiari che lo accudissero, è stato assistito fino all’ultimo respiro dalla amorevole dedizione dei suoi amici torinesi più cari. La sua impronta nella storia della nostra organizzazione sindacale resterà indelebile. Così come, per le persone che lo hanno conosciuto, il suo ricordo resterà vivo.
Il quaderno, grazie alle diverse testimonianze, ci restituisce i diversi spaccati di vita di Toni e il suo profilo umano e sindacale. Dal suo impegno nel movimento giovanile delle Adi, fino a diventarne vicepresidente nazionale all’inizio degli anni ’70, alla sua esperienza operaia e di delegato sindacale per la Fim-Cisl nell’azienda di elettrodomestici Castor. Fino ad assumere nella Cisl di Torino, guidata da Cesare Delpiano, la responsabilità nella zona unitaria di Orbassano e Rivalta, per poi coordinare a livello provinciale l’attività di formazione e delle “150 ore” per il diritto allo studio a livello confederale e dei metalmeccanici.
Il suo aspetto trascurato e il suo anticonformismo un po’ bohémien erano direttamente proporzionali alla sua intelligenza, alla sua curiosità e al piacere di condividere il suo sapere con gli altri.
Toni aveva un bagaglio culturale solido, dovuto sia alla sua formazione scolastica e universitaria, sia all’influenza esercitata su di lui da un professore di storia ex-partigiano di “Giustizia e Libertà”, arricchita dalle sue molteplici letture: da Italo Calvino a Emmanuel Mounier, dal salesiano Giulio Girardi a Simone Weil, dai testi di Marx giovane a quelli relativi alla tradizione anarco-sindacalista. Attraverso queste letture Toni ha appreso a conoscere le diverse correnti del movimento operaio, valorizzando il “pensiero critico”, la tolleranza verso chi esprimeva altre idee e il rispetto del pluralismo. (…) >> per proseguire aprire l’allegato.
La prefazione è di Gianfranco Zabaldano, vice presidente dell’Associazione culturale Vera Nocentini, che conobbe Toni quando erano studenti e frequentavano l’Itis Luigi Casale di Torino, per periti chimici. Così inizia:<< Questo volume vuole essere una raccolta di scritti di Toni Ferigo, di testimonianze su di lui, di racconti dei rapporti di amicizia e di impegno comune, per cercare di raccontare la storia della vita di una persona eccezionale che ha saputo essere di stimolo a tanti di noi, nel sindacato e nel sociale, ad un impegno e ad una passione per gli altri, per i più deboli, per gli emarginati, per il lavoro, vissuto in modo totale e nello stesso tempo nutrito da una intelligenza non comune.
Abbiamo, come Associazione culturale Vera Nocentini, custodi della memoria del sindacato, in particolare della Cisl alla quale Toni aveva dedicato molta parte del suo impegno, ritenuto utile raccogliere e offrire a tutti coloro che lo hanno conosciuto e anche a coloro che volessero accostarsi al suo pensiero uno strumento per conoscerlo e apprezzarlo.
Questo volume contiene una lunga intervista a Toni, fatta nell’ultimo periodo della sua vita, curata da Fulvio Perini e Aldo Enrietti, una serie numerosa di scritti di Toni nelle varie fasi della sua vita o che raccontano alcune delle sue esperienze. Scritti che partono dai primi anni ’8o e che si concludono nel 2021.
C’è una prefazione al volume di Ferdinando Uliano, attuale segretario generale della Firn nazionale, con cui Toni collaborò nei primi anni di responsabilità nella Fim nazionale. Gran parte dell’impegno sindacale Toni lo ha vissuto nella Fim torinese, poi al nazionale. In seguito ha assunto incarichi molto importanti a livello internazionale nei sindacati dei metalmeccanici Fism e Fem, portando contributi di grande rilievo alle iniziative di solidarietà e di sostegno alle organizzazioni dei lavoratori in paesi in cui le libertà sindacali erano negate o per lo meno difficili. Uliano lo racconta, rimarcando la grande capacità di Toni di essere un grande maestro, un formatore, per tanti giovani che si affacciavano alla vita sindacale in un’epoca di veloci e grandi cambiamenti con l’ingresso di nuove tecnologie, l’affermarsi di nuovi modelli di organizzazione del lavoro, il rafforzarsi di processi di internazionalizzazione sempre più spinta.
Ci sono poi scritti di tante persone che raccontano esperienze comuni fatte con Toni, esperienze di vita, di ricerca e di solidarietà.
A Toni ero legato da un’amicizia particolare, da tempi molto lontani. Lo incontrai nel ’64-’65, eravamo entrambi allievi dell’Itis Luigi Casale di Torino, periti chimici. Lui era nella quarta B, io in terza B. Condividevamo gli stessi insegnanti, in particolare il professor Passera, docente di italiano e soprattutto di storia. Partigiano azionista, poi diventato socialista “nenniano” come amava precisare, che ci appassionò alla storia, alla politica, alle battaglie civili. Al Casale avevamo costituito un “circolo studentesco” e facevamo un giornalino per gli studenti che chiamavamo “L’alambicco”, con dentro i problemi della scuola ma anche temi più generali (la pace, la guerra del Vietnam, i problemi dei giovani, ecc.).
Organizzammo il primo sciopero della scuola per i fatti collegati al giornale degli studenti “La Zanzara” di Milano. Alcuni allievi del liceo classico Parini sospesi perché sul loro giornalino avevano pubblicato un’inchiesta sulle problematiche sessuali tra i ragazzi della loro scuola. Fu il primo sciopero organizzato da quello che sarebbe poi diventato il movimento studentesco. Un paio di anni dopo iniziavano le grandi lotte all’Università di Torino con l’occupazione di Palazzo Campana.
Tra me e Toni quella fu una conoscenza superficiale. Lui era già un leader, io ero alle prime armi. Poi lui si diplomò mentre io dovevo fare l’ultimo anno, si iscrisse all’Università dove si laureò in biologia, e non ci vedemmo per un po’. Dopo il diploma andai a lavorare in una piccola azienda, la Fiat non mi prendeva perché non ero ancora “militassolto”.
Fin che ero stato a scuola avevo frequentato la Gioventù studentesca di Azione cattolica. Andando a lavorare entrai nei gruppi che ruotavano intorno ai cappellani del lavoro, don Carlo Carlevaris e don Toni Revelli, futuri preti operai e fautori di un’esigenza di rinnovamento nel rapporto tra la Chiesa e la classe operaia.
Il cardinale Pellegrino decise di fare una grande iniziativa sulla evangelizzazione dei giovani, che sarebbe poi stato il “Congresso di Rivoli”, e a costruirla chiamò i rappresentanti di tutte le organizzazioni giovanili presenti nella diocesi, che erano tante.
Io fui incaricato da don Carlevaris a rappresentare i giovani lavoratori dell’Azione cattolica (quella che poi sarebbe diventata la GIOC), Toni era il rappresentante di Gioventù aclista, e c’erano i rappresentanti di tutte le altre organizzazioni cattoliche: Azione cattolica maschile e femminile, Gs, Fuci, Scout, Scolte, Focolarini e altre associazioni. Con Toni ci incontrammo di nuovo e cominciammo a lavorare insieme.
Nel frattempo eravamo cresciuti, avevamo molte idee e interessi in comune, a partire da quello per il sindacato, e diventammo molto amici, cominciando a frequentarci anche fuori dalle riunioni ufficiali (quante passeggiate alle Vailette con il bellissimo collie di Toni che assomigliava tanto a Lassie). (…) per proseguire aprire l’allegato
Per decidere come diffondere “Un sindalista poliedrico:il piacere di condividere il sapere”, i partecipanti alla “rete di solidarietà” s’incontreranno all’inizio di novembre, a Rivera (Almese) in Val Susa, dove viveva Toni.

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