Da Cesare Delpiano un invito alla fiducia, alla libertà di pensiero, all'emancipazione. Questo è il messaggio che Mario Dellacqua ha rilanciato intervenendo al Seminario del 27 giugno (vedi nostro sito) per ricordare a distanza di oltre trent’anni dalla sua scomparsa il popolare e stimato leader della Cisl Torinese degli anni 70. Dellacqua scava in profondità sull’insegnamento ricevuto dai “chilometrici interventi di Cesare Delpiano pervasi da un intento didascalico e didattico..”. Si sofferma a delineare quale debba essere il compito del dirigente sindacale, dell'animatore  religioso, dell'attivista politico, sottolineando che “non è quello di infliggere ai nuovi arrivati (così rari e così spaesati) continue richieste di sacrificio, continue prove di lealtà e fedeltà, quotidiane testimonianze di altruismo in nome della superiorità etica della dimensione collettiva convocata a vincere il suo diuturno combattimento contro la vergogna delle degenerazioni individualistiche”.

Dellacqua si dilunga in ragionamenti profondi, da il meglio di sé per ricordare l’antico dirigente-maestro tanto ammirato, per concludere sul punto nevralgico del rapporto docente-discente. Così.

Secondo me, la vita associativa è un arricchimento della vita democratica se intesa e vissuta come un processo permanente di autoeducazione collettiva che punta alla liberazione della persona umana, non a metterla sotto tutela.

Il discente, mosso dal desiderio di apprendere, deve essere guidato dal fuoco creativo del dubbio che continuamente domanda, sospetta, rovista e impertinentemente interpella. Ma l'autorità del docente deve essere interpretata da una figura consapevole della propria strutturale provvisorietà: egli usa la sua lungimiranza (“vede”), persegue la giustizia (“vuol dirittamente”) ed ama.

Se il docente ama l'umanità, non può non volere la libertà del suo allievo e dunque lavora perchè la sua funzione di guida si esaurisca quanto prima e perchè ogni tutela diventi superflua al più presto, una volta consegnate all'allievo le attrezzature che gli consentiranno di camminare eretto, senza bisogno di autorità paterne e di protezioni interessate.

Gli anni di Cesare Delpiano ci hanno investito della consapevolezza liberatoria che quello dell'emancipazione è un percorso ininterrotto di istruzione e di relazioni, di correzioni e di errori nuovi, di dolorose rotture e di sorprendenti continuità, di esplorazioni e di sperimentazioni. Un cammino che ci invita all'umiltà e alla gradualità. Soprattutto alla fiducia.

Allegato

  • Da Cesare Delpiano un invito alla fiducia di Mario Dellacqua 27-6-14

http://www.sindacalmente.org/content/cesare-delpiano-seminario-27-giugno-quel-che-resta-se-resta

 

Allegato:
cesarone_di_dellacqua_27-6-14.doc

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