Un vento di speranza, di evoluzione politica, spira nuovamente nella e dalla Tunisia. Il paese dove iniziò, cinque anni fa, la rivoluzione dei gelsomini, senza dimenticare che, ora, i tunisini sono, proporzionalmente alla popolazione, i combattenti più numerosi nelle fila dell’Is.. Renzo Guolo racconta la nascita del settimo governo, con la formula dell’unità nazionale, guidato e composto in larga parte da quarantenni e con otto donne. Così inizia l’articolo, pubblicato su La Repubblica, che trovate in allegato.

La Tunisia vara il nuovo governo di unità nazionale, sostenuto anche dal consenso delle forze sociali, sindacato e imprenditori in primo luogo, che impegnano loro esponenti nell’esecutivo. Il premier è Youssef Chahed, esponente della generazione dei quarantenni. Un segnale importante, in una realtà in cui i grandi vecchi della politica mantengono un controllo ferreo nella gestione degli affari pubblici; così come lo è la composizione di genere e anagrafica dell’esecutivo, al quale partecipano otto ministri donne e quattordici giovani. Chahed è, comunque, il settimo premier in cinque anni, a dimostrazione della difficile transizione seguita alla “rivoluzione dei gelsomini”.

Guolo mette nel dovuto rilievo il grande apporto all’unità nazionale data dalla svolta laica-democratica di Ennahda, la principale forza islamista del paese. Il sostegno di Ennahda al governo è stato favorito dalla stessa svolta politica del partito islamista al congresso di Hammamet di primavera. Nella circostanza, e nonostante la perplessità di un’ala conservatrice, il partito ha spinto in avanti la revisione ideologica promossa da Rashid Ghannushi, il leader fondatore secondo il quale era giunto il tempo di passare dall’islam politico alla democrazia islamica.

Svolta che comporta la separazione tra da’wa, predicazione religiosa, e attività politica. Separazione che mette fine non solo a una precisa concezione della relazione tra politica e religione ma alla principale ragion d’essere di un gruppo di matrice Fratellanza Musulmana, che della da’wa ha fatto il suo elemento costitutivo.(…)

Vedi anche (allegato) La Tunisia a cinque anni dalla rivoluzione del gelsomino, l’analisi di Imen Ben Mohamed, esponente di Ennahda e membro del Parlamento tunisino. Pubblicata a marzo 2016 sul sito di www.formiche.net

Il terzo allegato contiene la lunga intervista che è stata pubblicata sul quotidiano indipendente " il Tempo". L'intervistato è un dirigente sindacale, Salah Zeghidi, appartenente all’ala critica di sinistra. Le sue dichiarazioni consentono di ampliare il quadro della complessità della  politica tunisina.

Allegati

  • Tunisia, l’ultimo fiore della primavera araba_ R.Guolo_La Rrepubblica 28-8-16
  • La Tunisia a cinque anni dalla rivoluzione del gelsomino_Imen Ben Mohamed su formiche.net
  • Intervista al dirigente sindacale tunisino Salah Zeghidi_Il Tempo

 

Allegato:
tunisia_e_la_primavera_araba_guolo.doc
la_tunisia_a_cinque_anni_dalla_rivoluzione_dei_gelsomini_imen_ben_mohamed.doc
intervista_al_sindacalista_zeghidi_il_tempo.doc

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