Il Sole 24ore del 31 agosto dedica alcuni articoli, con grafici e immagini schematiche, alla ripresa del confronto, la cosiddetta fase 2 per la previdenza, tra sindacati e governo. In “Sindacati in trincea sull’età pensionabile” Marco Rogari (v.allegato) scrive “Rischia di trasformarsi in un braccio di ferro. Con ricadute anche sugli equilibri della maggioranza. Lo stop dell’aumento automatico dell’età pensionabile nel 2019 per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita è considerato una priorità assoluta dai sindacati”.

Il Governo prima di pronunciarsi attende i nuovi dati Istat sull’invecchiamento della popolazione, ma da tempo ha fatto capire che margini di trattativa esisterebbero solo per alcune tipologie di lavori. Questa dichiarazione, ripetuta dal ministro Poletti, non è poi tanto lontana da quanto ha specificato Annamaria Furlan, intervista su Repubblica” con queste parole: “E poi non abbiamo chiesto la cancellazione del meccanismo sull'aspettativa di vita. Abbiamo chiesto invece di ripensarlo, anche perché l'aspettativa di vita non è uniforme, varia da lavoro a lavoro. Un meccanismo così draconiano andrebbe rivisitato anche in considerazione dei lavori usuranti. In prospettiva, lavorare fino a 70 anni per tutti è inimmaginabile..”. Quando si parla ai pensionati e ai lavoratori le parole sono alquanto diverse, le richieste sindacali generano altre speranze.

Matteo Prioschi, sempre sul Sole, approfondisce in “Ape volontaria, 160mila lavoratori in stand by” la vicenda di questa normativa per il pensionamento anticipato che tarda ancora per essere operativo. Scrive “L’anticipo pensionistico volontario e quello aziendale hanno ormai accumulato quattro mesi di ritardo rispetto alla partenza prevista inizialmente per il 1° maggio e poi posticipata a più riprese. Si attende la firma del decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che contiene le istruzioni operative a completamento del quadro normativo definito con la legge di bilancio 2017 e poi integrate con il decreto legge 50/2017. Secondo le stime del governo, la platea potenziale di fruitori dell’Ape volontaria e aziendale nel 2017 sarebbe di 300.000 unità. Immaginando un flusso di domande omogeneo significa circa 40mila richieste al mese. Con quattro mesi di ritardo si può ipotizzare che siano già 160mila i lavoratori alla finestra in attesa di indicazioni utili per valutare l’opportunità dell’operazione. Solo una volta definito il quadro regolamentare sarà possibile effettuare proiezioni definitive dei costi a carico degli interessati..”.

Un secondo articoli di Rogari “Pensione da 650-680 euro per i giovani” fa il punto dello studio del per i periodi di lavoro discontinui. Ricorda che non si tratta di una vera pensione di garanzia “ma una rete di misure di sicurezza per assicurare ai giovani “contributivi” un assegno minimo di circa 650-680 euro, maggiorazioni sociali comprese, e la possibilità uscire prima dei 70 anni di età e con 20 anni di contributi avendo maturato un trattamento pari a 1,2 volte l’assegno sociale invece delle 1,5 volte attualmente previste”. È questa la proposta che il Governo ha illustrato ai sindacati che l’hanno accolta favorevolmente.

Dario Di Vico in “Il derby delle generazioni. Così le età diventano lobby. Promesse e bonus per il popolo degli under 30” inizia così sul Corriere della Sera. I sindacati sostengono le ragioni degli anziani, la Confindustria quelle dei giovani. La sintesi è sicuramente grossolana ma è utile per fotografare la vicenda economica italiana di fine estate. Incombono le scelte della legge di Stabilità e c’è il rischio che stavolta vada in onda una sorta di lottizzazione generazionale, quasi fossero lobby. (…) Nella realtà di tutti i giorni le cose appaiono complicate. La Confindustria, ad esempio, preme per i giovani ma non ha ancora spiegato a sufficienza l’accentuato ricorso delle imprese ai contratti a termine negli ultimi trimestri. Perché si usa il welfare aziendale per stabilizzare la forza lavoro con i capelli grigi e invece non si utilizza lo stesso concetto per le nuove leve?

Vedi anche l'articolo "Pensioni, sindacati insistono sul blocco aumento età" di Francesco Gagliardi su Conquiste del Lavoro n.158.

Sul proseguimento del confronto, incontro del 5 settembre, tre allegati:

  • una nota di Rassegna Sindacale sull'incontro del 5 settembre nel corso del quale il ministro del Lavoro Poletti propone la decontribuzione al 50% per l'assunzione di giovani a tempo indeterminato. (v.allegato);
  • due articoli del Il sole 24 ore sulle stime del peso contributivo dell'Ape e sulla decontribuzione proposta pedr i giovani assunti a tempo indetrminato;
  • l'intervista di Susanna Camusso su La Stampa del 6 settembre a cura di Giovannini

Per approfondire aprire tutti gli allegati

 

Allegato:
no_a_scontro_padri_figli_previdenza_furlan_intervista_repubblica.doc
sindacati_in_trincea_per_leta_pensionabile_la_trattativa_rogari.doc
ape_volontaria_160mila_in_stan_by_prioschi_sole.doc
pensione_per_giovani_a_650-680_eu_rogari.doc
il_derby_delle_generazioni_di_vico_corsera.doc
pensioni_sindacati_insistono_su_blocco_aumento_eta_gagliadui_cdl.doc
passo_avanti_sul_lavoro_rs_5-9-17.doc
decontribuzione_con_tetto_a_4mila_euro_sole.doc
le_simulazioni_per_il_peso_ape_sole.doc
intervista_a_camusso_giovannini_stampa_6-9-17.doc

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