Di cosa è stata accusata la Presidenta? Incompetenza e corruzione, ma non è indagata dall'inchiesta Lava-Jato, pertanto buona parte della popolazione e della sinistra brasiliana parla di “golpe giudiziario“. Cosa sono le “pedalate fiscali” utilizzate da Dilma e dai precedenti governatori? Dopo una seduta-fiume lunga oltre 20 ore, il Senato del Brasile ha votato, il 12 maggio,  l’apertura del processo di impeachment di Dilma Rousseff (55 a favore, 22 contrari, 4 astenuti).Tale atto segna la fine di 13 anni del partito di Lula (Pt) al potere. Un esito non inaspettato.

La Presidenta è stata sospesa dall’incarico in base a un processo regolato dalla Costituzione, che sinora è stata rispettata. Paga i suoi errori nella gestione dell’economia, della politica, della macchina dello Stato. La Camera Alta del Congresso Nazionale mette formalmente in stato d’accusa la presidente e la sospende dalle sue funzioni per un periodo massimo di 180 giorni. E’ stata sostituita dal suo  vice Michel Temer, che ha promesso un programma fortemente liberista.

Nell’arco dei 180 giorni dovrà essere celebrato il processo: il Senato farà da corte giudicante, guidato dal presidente del Supremo tribunale federale (Stf). Un secondo voto del Senato, dove sarà richiesta la maggioranza dei 2/3, deciderà se Dilma ha commesso o meno un “crimine di responsabilità”. Se assolta, Dilma riassumerà le prerogative presidenziali. Se condannata, verrà destituita dal suo incarico e dichiarata ineleggibile per un periodo di otto anni; il vicepresidente Temer la sostituirà fino alla scadenza naturale del mandato, nel 2018.

Come si è arrivati al voto del Senato? Il 17 aprile è stato approvato alla Camera dei Deputati brasiliana il processo di impeachment della Presidenta della Repubblica Dilma Rousseff (Partido dos Trabalhadores – PT) condotto dal Presidente della Camera Eduardo Cunha (Partido do Movimento Democrático Brasileiro – PMDB): 367 voti a favore, 137 contro, 7 astensioni e 2 assenti. 

Di cosa è stata accusata la Presidenta? Perchè una buona parte della popolazione e della sinistra brasiliana parla di “golpe“?

I tentativi di cacciare dalla scena politica Dilma sono cominciati nell’ottobre 2014. L’opposizione accusa Dilma e il suo entourage di essere direttamente coinvolti nei crimini emersi dall’indagine Lava-Jato, la Mani pulite brasiliana, che indaga sul sistema di truccare e di orientare le gare d’appalto per opere pubbliche con tangenti ai politici.

La Lava-Jato del giudice Sergio Moro è stato il combustibile dell’impeachment promosso dai partiti dell’opposizione e dal principale ex-alleato di governo (il Pmdb), ha infiammato gli animi di una gran parte della popolazione contro il PT, il partito di Dilma e di Lula. La Presidenta del Brasile Dilma, tuttavia, non viene citata in nessun documento come attore coinvolto nella rete criminale individuata dall’indagine Lava-Jato. 

La costituzione brasiliana prevede che non si possa avviare un processo di impeachment senza che ci siano prove di crimini comuni o di responsabilità, pertanto contro la Presidenta viene formulata l’accusa denominata “pedalata fiscale”. Dilma avrebbe richiesto e usato denaro delle Banche Nazionali – senza informare il Parlamento –  per finanziare programmi sociali, per garantire il pagamento degli assegni di disoccupazione e altro ancora, in tal modo superato la spesa pubblica prevista dalla legge di bilancio. Conseguentemente Dilma avrebbe una responsabilità fiscale di un bilancio pubblico non veritiero.

Le misure finanziate con prestiti dalla Banche furono promosse anche dal vice-presidente Michel Temer, ora sostituto provvisorio alla presidenza e anch’esso indagato nell’inchiesta Lava-Jato

È dal 2000 che le cosiddette pedalate fiscali vengono praticate ordinariamente dal governo federale e attualmente 16 governatori dei 27 Stati brasiliani e centinaia di sindaci in tutto il Brasile le praticano.

Nell’ottobre del 2015 la Corte dei Conti, per la prima volta dal 1937, non ha approvato il bilancio federale presentato dal governo Dilma, e questo fatto è diventato il pretesto del Presidente della Camera Eduardo Cunha, più volte citato nei documenti di Lava-Jato e accusato di evasione fiscale per conti non dichiarati all’estero. Sarebbe subentrato a Dilma se la Corte Suprema non l’avesse sospeso dalle sue funzioni nell’Aprile scorso dopo il voto della Camera per l’avvio dell’empeachment .    note tratte da più siti e da Il Fatto Quotidiano

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dilma_si_difende_la_democrazia_colotti.pdf
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