23mila medici specializzandi bloccati per le borse di studio per un errore di una domanda nel concorso di settembre. Cosa si aspetta ancora? Perchè non assegnarne 9.301 in più rispetto alle 14.455 previste? Non servono in aiuto ai reparti e negli ambulatori territoriali per il vaccino? Perchè il Next Generation Italia assegna solo 9 miliardi alla Sanità dopo il gran parlare deinuovi servizi territoriali?

Protestano gli specializzandi  Foto di S.Granati 

Così scrive Massimo Franchi su Il Manifesto Giovani medici in 10 piazze in tutta Italia, davanti al ministero dell’Università e Ricerca e sugli spazi virtuali per chiedere di sboccare il concorso per scuole di specializzazione fermo da oltre due mesi che «tiene in ostaggio i 23.700 medici che hanno sostenuto il 22 settembre l’esame», ma la pubblicazione della graduatoria che dovrebbe designare i 14mila vincitori ha subito continui rinvii, l’ultimo il 3 dicembre.

Ad organizzare la protesta l’associazione «Chi si cura di te?», formata da precari, specializzandi, corsisti di medicina generale «Il ministro Manfredi tiene in ostaggio 23 mila aspiranti medici specializzandi che potrebbero essere fondamentali per la lotta al covid-19 – , denuncia il segretario nazionale della Fp Cgil medici Ssn Andrea Filippi -. Le sue incertezze, insieme a quelle dei dirigenti del ministero, ormai rasentano il ridicolo, ma diventano una tragedia che indebolisce le nostre forze per la lotta alla tragica pandemia» «La responsabilità è esclusivamente di Manfredi e dei dirigenti del ministero che hanno prima sbagliato le regole del bando, poi la stesura di due domande del test e da due mesi bloccano le graduatorie per tutelare esclusivamente se stessi.

«Nel 2020 abbiamo aumentato di 5.500 le borse per le specializzazioni di medicina portandole dalle 9mila del 2019 a 14.500», risponde il ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi. «Tutto nasce dalla domanda 87» che era «difficilmente comprensibile. Poco più di 100 candidati hanno risposto – probabilmente a caso – bene alla domanda e si sono opposti» all’annullamento, di qui «è nato un contenzioso su cui prima era intervenuto il Tar e poi il Consiglio di Stato imponendo il blocco della graduatoria in attesa di decidere il 15 dicembre».

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