Nella sua rubrica “Pane al pane” del 23 agosto, Lorenzo Mondo discute la vicenda dei 15 profughi somali che hanno occupato un malandato edificio messo in vendita dal Comune di Torino, nonostante altri 285 circa abbiano accettato “un programma di inserimento con relativo sostegno economico” proposto dal Sindaco Chiamparino. Mondo spiega che “qui, nonostante le nostre magagne, non ci teniamo ancora a diventare Somalia”. Presumo voglia dire che non desideriamo farci raggiungere e contaminare da quei livelli di degrado, di povertà e di quotidiana “inosservanza della legge”. Non vuole “giudicare i criteri con i quali viene concessa la qualifica di rifugiati politici” e infatti denuncia che essa potrebbe essere estesa “paradossalmente a mezzo mondo”. Aggiunge con greve sarcasmo che questo “mezzo mondo” potrebbe “lottare per la libertà e la dignità del proprio paese” tornandoci dopo aver imparato da noi “le note baldanzose di Bella ciao”.

Ora, Bella ciao è sempre meglio di Faccetta nera che noi siamo andati a insegnare da quelle parti senza essere chiamati da nessuno. Ma tralasciamo. Non fu possibile ieri tenere fermo il colonialismo che fu una manifestazione deprecabile della modernità e della civiltà occidentale. Mi chiedo se sia oggi possibile e giusto tenere fermo questo mezzo mondo che fugge dalla miseria e dalle guerre e non accetta di crepare disciplinatamente a casa sua. Anche i nostri nonni avrebbero potuto lottare nel proprio paese. In molti, preferirono invece andare a tossire, bestemmiare e morire nelle miniere di ferro e carbone di mezza Europa. Anche loro incontrarono un “diffuso sentimento popolare” di ostilità.

Il nostro domani non potrà rimuovere il disagio degli appuntamenti con una società multietnica e multireligiosa. Si tratta di affrontare l’inevitabile fatica con un intreccio paziente di legalità e umanità. Ma cancellare mezzo mondo o pretendere di tenerlo fermo mi sembra un sogno insieme orribile e ottuso.

2 commenti
  1. antonio-ferigo-d74
    antonio-ferigo-d74 dice:

    Certo caro Mario. A questo proposito è anche significativa la polemica garbata tra i due Olivero. Il fondatore del Sermig e il suo omonimo Don Fredo direttore della caritas migranti di Torino. ( vedi migranti Torino ) .Don Fredo in particolare fa anche riferimento agli errori dell’amministrazione nella gestione dei profughi che ha dato origine a molte tensioni. Certo non è facile dare consigli a chi si deve occupare di queste situazioni e lo fa con onestà e buona volontà. Occorre come dici tu la pazienza e il coraggio e il rischio di sbagliare. Pazienza che invece non bisogna avere nei confronti dei tanti commentatori alla L. Mondo ma rispondergli per le rime. Ne ho conosciuti diversi di questi pseudo intellettuali nella ex Yugoslavia che si compiacevano dei loro commenti nazionalisti a buon mercato a uso del popolo. Sappiamo come è andata a finire.

    Ciao T. Ferigo 

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  2. noname
    noname dice:

    Aggiungo che quel "paradossalmente" è la chiave segreta e potente che chiude il ragionamento di Mondo in un orizzonte angusto e feroce. Per lui non è paradossale che mezzo mondo sia ridotto in condizioni disumane. E’ paradossale che quello stesso mezzo mondo si ribelli come può alla fame e alle guerre. Certo, tutto sarebbe più equilibrato se fosse il contrario. Ma neppure Mondo può scendere da questo mondo alla rovescia. Mario Dellacqua

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