In Cina la Piaggio ha costituito nel 2004 la Piaggio Zongshen Foshan Motorcycle, con partecipazione paritetica con il gruppo Zongshen, uno dei principali costruttori cinesi di motori. Nel  2009 ha prodotto oltre 210 mila veicoli, con un fatturato annuo di 80 milioni di euro. Nella fabbrica non risulta esserci il sindacato. I dipendenti firmano un contratto di lavoro due mesi dopo aver iniziato a lavorare. Non è consegnata loro alcuna copia del contratto. I neoassunti il primo mese ricevono metà salario, il secondo mese l’80% e poi di mese in mese la somma cresce del 5%. Il resto è trattenuto come deposito. Gli operai devono pagarsi persino le tute di lavoro (6 euro) e il logo aziendale (circa due euro). Il reparto per la lavorazione dei materiali plastici lavora 72 ore la settimana. I lavoratori devono pagare una piccola somma per il dormitorio, per l’acqua, l’elettricità e il cibo. Il salario minimo legale locale è di circa 90 euro al mese

Gianni Alioti , responsabile dell’Ufficio Internazionale della Fim-Cisl descrive, nello speciale su Conquiste del Lavoro del 26 agosto, la realtà di questa jont venture italo-cinese che minaccia conquiste e diritti europei dei lavoratori della produzione di veicoli a due ruote.

Alleghiamo l’articolo dell’indagine nella Piaggio cinese

Allegato:
SFRUTTAMENTO E DIRITTI_Alioti.doc

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