• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
stefano19
Globalmondo

SCIOPERI IN CINA: QUALI CONSEGUENZE ? T. FERIGO

Scioperi alla Honda nella provincia di Guandong, scioperi e manifestazioni nella regione di Shangai, raddoppio dei salari alla Foxconn in seguito ad una ondata di suicidi…In Maggio la stampa internazionale ha riportato 27 scioperi in diverse regioni cinesi. Un risveglio del movimento operaio proprio nel paese della “dittatura del proletariato” ? Siamo alla vigilia di una situazione alla “polacca” con la nascita di una Solidarnosc cinese ? Oppure è una strategia del gruppo dirigente per alzare i salari, aumentare la domanda interna, ridurre le diseguaglianze ?

In realtà gli scioperi non sono una novità assoluta. Nel 2006 già si parlava di carenze di manodopera nella zona di Canton e della moltiplicazione dei conflitti di lavoro, con accordi nelle multinazionali senza il sindacato ufficiale.

La crisi finanziaria internazionale ha però costretto diverse aziende a licenziare su grande scala e a imporre una riduzione dei salari. All’inizio del 2009 la stampa cinese annunciava che più di venti milioni di lavoratori erano rientrati al loro paese nell’interno della Cina. Per rispondere a questa situazione nelle provincie dell’interno sono stati lanciati dei grandi lavori in infrastrutture . Una parte dei lavoratori rientrati vi ha trovato occupazione sia pure ad un salario inferiore a quello che percepiva in precedenza.

Nella seconda metà del 2009 le esportazioni sono ripartite ed è di nuovo comparsa la “carenza di manod’opera “ in alcune province costiere. Alcune aziende offrivano condizioni di lavoro eccezionali, fuori della norma: salari superiori del 15% alla media, protezione sociale, casa.

La carenza di forza lavoro in queste  province è ormai strutturale, legata non solo all’andamento economico ma anche a quello demografico. Si calcola che a partire dal 2015 la popolazione attiva comincerà a decrescere in particolare quella tra i 16 e 24 anni. Questa riduzione potrà forse permettere miglioramenti sia delle condizioni di lavoro che di salario.

 

La nuova classe operaia

 

Altri fattori giocano un ruolo negli avvenimenti recenti. Vi è un cambiamento di mentalità: i giovani lavoratori sono culturalmente diversi da quelli della generazione precedente. Nati dopo le riforme di Deng hanno beneficiato dell’attenzione dei loro parenti che inviavano denaro risparmiato al paese d’origine. Grazie a questo molti sono, a differenza dei loro padri, in possesso di una formazione scolastica, sanno non solo leggere e scrivere ma usare le tecnologie moderne di informazione. Meglio informati grazie alla TV o internet conoscono il trend de vie “moderno” e sono andati a lavorare nelle aziende per accedere a questo stile di vita non per fuggire alla miseria. Una buona parte di questi lavoratori sono studenti dei licei professionali che devono pagare i loro studi e il permesso di residenza in città  passando un anno “ in stage” presso un’azienda. Quando arrivano sul posto di lavoro sono spesso delusi perché ben lontano dall’acquisire la formazione auspicata sono costretti a lavori non qualificati per salari di miseria. Chiusi in dormitori affollati senza possibilità di svago in assenza di soldi e di tempo,sottomessi ad una disciplina militare in fabbrica e per le numerose ragazze spesso a soprusi  maschilisti dei piccoli capi. La vita di fabbrica diviene insostenibile.

In quanto ai laureati impiegati nelle grandi fabbriche della zona costiera devono lavorare 10 ore al giorno ,compreso il sabato. Questa vita non corrisponde alle loro attese e aspirazioni.

Alla sera o alla Domenica, unici spazi di tempo libero il loro svago principale è internet o scambiare SMS con i loro amici.Sono così informati su cosa succede non solo nell’azienda in cui lavorano ma nella Cina intera grazie anche alla presenza di compaesani in quasi tutte le provincie. E’ attraverso internet che è circolata la notizia sugli scioperi. E’ attrverso internet che  si sono coordinate anche  forme di lotta e le tattiche da seguire.

Può così succedere che quando la sezione di Forshan ( provincia Pekino ) del sindacato ufficiale ha inviato il servizio d’ordine per spegnere gli scioperi alla Honda, i giovani in sciopero si sono difesi fisicamente, ma invece di dare vita ad un sindacato autonomo, hanno richiesto la “riforma “ dei sindacati, evitando uno scontro diretto con il potere. Si sono anche dimostrati abili nella popolarizzazione delle loro lotte attraverso SMS e invitando i giornalisti alle porte delle fabbriche. Durante lo sciopero alla Honda una delle organizzatrici si è messa in contatto con un professore all’Università di Pekino chiedendogli di fare il consigliere giuridico, cosa che lui ha accettato.

Gli scioperi non sono però esclusiva dei giovani nelle zone costiere. Anche diverse province dell’interno ne sono state interessate. A Henan si sono avuti diversi scioperi in fabbriche di proprietà statale con tanto di manifesti con la faccia di Mao e Chiu En Lai e con scritte: “ Partito Comunista tu sei la nostra madre. Vogliamo mangiare, vivere, noi ci opponiamo alla banda di Zhang. Deve dimettersi da ogni incarico “. Questa denuncia della corruzione fa appello alla tradizione ed è tipica della classe operaia più anziana. Si citano a sostegno discorsi di dirigenti nazionali,  del primo ministro. Il comportamento è ben differente da quello dei giovani ma nonostante ciò gli operai di Henan hanno avuto uno scontro violento con gli uomini d’ordine del sindacato uficiale e hanno dichiarato ai giornalisti arrivati da Hong Kong : “ i sindacati sono peggio della mafia “. Non tutti gli scioperi hanno successo. Si hanno notizie di interventi violenti della polizia in diverse occasioni per reprimere scioperi.

Il successo delle lotte alla Honda , la risposta (aumento 100% dei salari ) alla Foxcom segnalano l’apparizione di un vasto movimento operaio in Cina ? E’ ancora presto per dirlo. Nessuno può assicurare che i leader non subiranno repressioni da parte di imprese e potere politico nel prossimo futuro. Già la Honda ha tapezzato i muri della città di Foshan di manifesti con offerte d’impiego sperando di rimpiazzare gli scioperanti con nuovi immigrati venuti dall’interno del paese.

 

Cosa succede nel partito Comunista ?

 

Alcuni osservatori, come abbiamo già segnalato sul sito, ritengono che lasciar agire il movimento faccia parte di una strategia deliberata in seno al partito Comunista preoccupato del crescere delle diseguaglianze e desideroso di sviluppare la domanda interna E’ una tesi discutibile. E’ vero che il Partito ha annunciato l’intenzione di rilanciare il consumo interno ma nulla prova che intenda appoggiarsi sugli operai per realizzarlo. Le promesse fatte per la creazione di un sistema di sicurezza sociale sono restate, per il momento  lettera morta. Nessuna riforma del sistema di registrazione delle residenze , fattore principale delle ineguaglianze. Dopo i giochi olimpici a tutti gli immigrati che avevano lavorato nei cantieri furono allontanati dalla capitale. Molti sono andati a crescere i ranghi dei clandestini.

Ma d’altro canto la Cina non è così monolitica come si dice . Se il potere centrale sembra non intenzionato a prendere provvedimenti a favore degli esclusi dal “miracolo”, da un anno a questa parte diverse voci si sono alzate nei media e tra gli intellettuali per chiedere cambiamenti. Un editoriale comune a tredici testate giornalistiche ha chiesto una riforma del sistema di registrazione alla vigilia dell’assemblea nazionale del Partito. Non è successo nulla e uno degli organizzatori della petizione è stato licenziato.

Uno studio fatto dall’Università ha messo in discussione il concetto che la stabilità deve essere il primo obiettivo  della politica del partito,  affermando che senza dialogo con la società finirà per costruire un circolo vizioso repressivo. Lo studio sollecita il rispetto dei diritti individuali dei cittadini e la possibilità di creare dei canali d’espressione indipendenti

In questo clima non sorprende che i media si siano interessati ai suicidi di Foxcon e abbiano informato sugli scioperi alla Honda. L’importanza degli avvenimenti si è accresciuta quando sono entrati in gioco la stampa internazionale e le OnG di Hong Kong. Sono numerosi i commentatori che si domandano se questi conflitti annunciano la fine di un modello economico basato sulla disponibiltà di  manodopera quasi illimitata, adattabile a meraviglia alle richieste di produzione, in condizioni di lavoro molto dure nella fabbricazione di prodotti per l’export. Alcuni economisti parlano già di aumenti dei prezzi al consumo, di delocalizzazione di imprese dal Sud della Cina in altri paesi asiatici in sviluppo ( es. Vietnam ).

 

La fine dell’officina del mondo ?

 

Non siamo ancora a questo punto. Bisogna tenere presente che una parte degli aumenti salariali sono un recupero di perdita d’acquisto reso necessario da una ripresa dell’inflazione. Non sembra dai dati che l’aumento dei salari possa far aumentare di molto i prezzi dell’export. Il modello economico non è pertanto in pericolo nel breve periodo.

Ma l’emergere di una coscienza operaia che si traduce in rivendicazioni e domanda di rispetto e di diritti è un fatto nuovo che può modificare il quadro politico.

Scontrandosi a volte violentemente con il sindacato ufficiale gli attivistici si rendono conto che il potere si schiera , il piu’ delle volte, con il management delle imprese. Si assiste ad un risveglio del conflitto di classe e il Partito si trova piu’ dalla parte di chi possiede che da quello degli operai. Sarà capace di avere la pace sociale convincendo padronato e multinazionali di cedere alle rivendicazioni materiali degli operai ? Oppure il sostegno di giovani giornalisti, di ricercatori, giuristi condurranno il giovane movimento a cercare rifugio sotto l’ombrello del movimento per i diritti civili sorto all’inizio del secolo ?La mediatizzazione degli scioperi ha dimostrato che il movimento non è isolato e che incontra una certa simpatia tra la popolazione oltre che in certi settori dell’elite. Le autorità considerano questo una minaccia o ,invece, approfitteranno della situazione per avere interlocutori rappresentativi della società e del mondo del lavoro ? Cercheranno di inglobare il movimento nel sindacato ufficiale al fine di rinnovarlo ? L’avvenire del regime poggia sulla risposta a domande come queste. Non mancano le voci di una lotta interna al partito proprio su questi temi.

La Cina , in fondo, sta mostrando che non è così differente dal resto del mondo come spesso si afferma o si è indotti a pensare. Ricordiamo che negli anni 80 i giovani operai delle imprese Sud Coreane si sono rivoltati contro condizioni di lavoro impietose, diventando anche il riferimento dell’opposizione alla dittatura. Anche loro rappresentavano una generazione piu’ esigente rispetto a quella precedente. Si sono battuti per avere sindacati indipendenti ( vedi altro articolo su sito ) oltre che salari piu’ alti. La Cina non è la Korea del Sud e il Partito Comunista non è l’esercito koreano. Ma sicuramente i dirigenti cinesi non si sentono molto sicuri quando guardano la storia recente del loro vicino.

 

 

T.F
04/09/2010/0 Commenti/da stefano19
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 stefano19 https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg stefano192010-09-04 13:27:192010-10-05 10:37:07SCIOPERI IN CINA: QUALI CONSEGUENZE ? T. FERIGO
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Lavoro in «paraschiavitù»
  • Tanti al “concertone” e poi…

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: LE COERENZE DI BERLUSCONI – G.Baratta casa & territorio 3/9/10 Collegamento a: LE COERENZE DI BERLUSCONI – G.Baratta casa & territorio 3/9/10 LE COERENZE DI BERLUSCONI – G.Baratta casa & territorio 3/... Collegamento a: MEMORIA CONDIVISA / MEMORIA CONTESA – G.Marchetto – sindacato 5/9/10 Collegamento a: MEMORIA CONDIVISA / MEMORIA CONTESA – G.Marchetto – sindacato 5/9/10 MEMORIA CONDIVISA / MEMORIA CONTESA – G.Marchetto – sindacato ...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy