Pierre Carniti e Carlo Clericetti  pubblicano sul sito www.eguaglianzaeliberta.it  due articoli sul mercato del lavoro frammentato e ritengono indispensabile definire un salario minimo garantito, ma hanno un punto di vista ben diverso sull’utilità dello strumento legislativo per ottenere questo risultato. Carniti in “Salario minimo, perché no a una legge”  analizza i pro e contro rimanendo convinto che con una legge «in futuro quelle definite in tal modo diventerebbero di fatto le norme unificate da applicarsi all’insieme dei rapporti di lavoro. Si svuoterebbe la contrattazione affossando definitivamente il sindacato, protagonista di quel pluralismo sociale che definisce una democrazia: ma se non cambia profondamente il suo declino rischia di diventare irrimediabile».

Clericetti in “Il sindacato e i frammenti ricomposti sostiene «Unificare il mercato del lavoro, che mai come oggi è stato così segmentato in cento figure diverse, è un problema che il sindacato discute, ma finora senza uno sbocco definito. Una battaglia per una legge sul salario minimo potrebbe dargli una nuova immagine e favorire un contatto con tutte quelle figure che lo vedono ormai come parte dell’establishment, oltre restituirgli un ruolo di soggetto politico generale».

 

Allegato:
salario_minimo_perhe_no_a_una_legge_19-2-14.doc
il_sindacato_e_i_frammenti_ricomposti_clericetti.doc

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