L'intervista del ministro Renato Balduzzi rispecchia scelte collegiali del governo? E' una scelta stategica o un mero auspicio, un buona intenzione del ministro della Sanità? Ha gambe per camminare con un iter spedito oppure farà la fine di tante buone intenzioni ascolatte da questo o quel ministro? I sindacati stanno a guardare? Nel nostro paese è sempre più difficile orientarsi sulle cosiddette riforme in quanto questo termine è utilizzato per qualsivoglia provvedimento che viene assunto dal Governo e dal Parlamento, sia si tratti di norme di ordinaria amministrazione sia di vere e proprie riforme. Anche per questo si propaga l’apatia politica. La sanità in Italia è un settore strutturalmente avanzato grazie alle leggi varate alla fine degli anni 70 ma sta regredendo come qualità ed efficacia pur assorbendo risorse consistenti ( il bilancio delle Regioni è impegnato per circa il 50% su questa voce). Il rapporto con i privati ed il depotenziamento del settore pubblico sono punti critici: la politica spesso fa affari illeciti oppure è disattenta. L’attività del pronto soccorso, come le liste d’attesa sono i sensori che denunciano i maggiori disservizi della pubblica sanità. Il ministro della sanità Balduzzi nell’intervista di domenica 26 agosto anticipa alcuni contenuti del decreto che dovrebbe essere presentato al Consiglio dei Ministri il 31 agosto. Premette:«Fintanto che sarò io il ministro non ci sarà privatizzazione della sanità. Del resto nel governo nessuno ha messo in discussione questa linea». Mica poco di questi tempi!

Tra i provvedimenti quelli per gli ambulatori dei medici di famiglia da tenere aperti 24 ore, composti da una ventina di persone; telelavoro e nuove norme ( anche la definizione di tariffe minime e max) per i medici pubblici che esercitano attività privata con l’intramoenia; nuovi criteri per la nomina di direttori e dirigenti delle Asl ora “boccone” forte per la spartizione del potere della politica. Anche il solo punto degli studi medici di famiglia ( che in Italia sono oltre 46.000) aperti 24 ore, con conseguente modifica dei flussi e dell’intasamento dei pronto soccorso, è una rivoluzione per i medici e per gli utenti, oltre a richiedere un diverso indirizzo per l’urbanistica ed il suo mercato. I commenti che sono seguiti all’intervista sembrano orientati più a commentare la parte che riguarda il reperimento delle risorse per tali provvedimenti, come ad esempio multe e tasse per bevande gasate alquanto discutibili) che a cogliere le forti innovazioni per la sanità che il ministro propone, ivi compreso il settore dei farmaci.

I sindacati dei lavoratori e dei pensionati dovrebbero mobilitarsi a sostegno di tali norme che altrimenti saranno “rielaborate” secondo l’interesse e l’influenza non degli utenti del servizio pubblico ma delle categorie professionali, dei medici non certo entusiasti ad estendere ( seppure a rotazione) la pratica del turno serale, notturno e festivi. Provate anche ad immaginare l’entusiasmo dei medici di sottoporre a controllo la loro attività privata con minimi e max delle tariffe praticate. Certo è giustificato il disincanto sull’attività del governo, su quanto avviene in Parlamento con il gioco ed il peso delle lobby. Però, con questo annuncio del Ministro della sanità ( cfr. “Non c’è ulteriore spazio per i privati e basta ai tagli alla spesa per la salute”), perché non darci una mossa per servire alla causa di scuotere il moloch della sanità facendo nostra quella dichiarazione e quella proposta di medicina territoriale?

Nota Il decreto legge che sarà presentato venerdì 31 agosto al CdM dovrebbe essere composto di 27 articoli. Per quanto si apprende, il testo conterrà le questioni dell'intramoenia, la riforma della medicina territoriale. I cittadini troveranno il medico di famiglia all'interno di un maxi ambulatorio da 15-25 professionisti aperto tutti i giorni per 24 ore. Ci lavoreranno anche pediatri, guardie mediche e specialisti, e verranno fatti esami come le ecografie. Si praticherà anche la cosiddetta medicina di iniziativa: i malati cronici verranno contattati periodicamente e invitati a fare visite ed esami. Nei giorni scorsi è stato visionato dalle Regioni. Il provvedimento prevede norme per la razionalizzazione dell'attività assistenziale e sanitaria, promozione di corretti stili di vita e riduzione dei rischi connessi all'alimentazione, disposizioni in materia di farmaci e servizi. Norme per più trasparenza sulle nomine dei direttori generali delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale. Le Regioni definiranno le nomine "garantendo adeguate misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula, di trasparenza nella valutazione degli aspiranti". Sarà aggiornata la definizione dei livelli di assistenza. In particolare, è prevista la riformulazione degli elenchi di malattie croniche e rare per accedere alle cure gratis. In arivo la stretta su fumo e gioco. Multe fino a 1.000 euro per chi vende sigarette ai minori di 18 anni. "Chiunque vende o somministra i prodotti del tabacco ai minori di anni diciotto – si legge – è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro". Una nuova imposta su bibite gassate e superalcolici. Per quanto riguarda i giochi, slot machines e simili "non potranno essere installati in un raggio di 500 metri da scuole e ospedali". Novità anche per gli sportivi amatoriali: solo iscriversi in palestra o in piscina richiederà una certificazione medica più accurata.

Per saperne di più apri i file allegati

Allegato:
intervista_ministro_balduzzi.doc
in_arrivo_decreto_sanita.pdf

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