Si discute molto se e in quale misura il sistema bancario internazionale sia responsabile della tremenda crisi che sta sconvolgendo il mondo, o se, al contrario, sia esso stesso vittima di questa crisi. Si pone in sostanza il problema del rapporto tra economia "monetaria" e economia "reale", al quale – durante la Grande Depressione – John Maynard Keynes dedicò riflessioni ancora attuali. Sta di fatto che, per ora, l'intervento simultaneo di tre grandi banche centrali – la Banca Centrale Europea, la Banca Centrale Inglese e la Banca Centrale Cinese – non è stato sufficiente a ridare fiducia. Resta ancora la speranza nell'intervento della Banca Centrale più potente del mondo – la Federal Reserve americana. Ma se anch'esso dovesse apparire inutile? Il pensiero corre alla economia reale come base di una politica radicalmente diversa da quella basata sulla finanza.

<Non dimentichi mai – mi disse Adriano Olivetti nel momento in cui mi affidò la direzione dei servizi finanziari della sua impresa – che ciò che conta è il numero, la qualità e il costo delle macchine che produciamo. La attività finanziaria deve essere esclusivamente al servizio di quei risultati. Mai, fine a se stessa>. Parole sacrosante, di cui feci tesoro quando, molti anni dopo, divenni presidente di quella che era allora la più importante banca italiana.

Questo è l'inizio dell'nteressante articolo (allegato) di Neri Nesi che è suddiviso in sei brevi capitoli: le responsabilità delle banche; banche inglesi, banche spagnole, banche italiane, conclusioni, che fare?

Alleghiamo un secondo articolo "Prima Berlusconi, ora le banche" di Paolo Banard ( tratto dal web) che riflette sul periodo dell'odioso designato ( Berlusconi) fonte di tutti i guai per molta parte della sinistra comparandolo con l'attuale ove le banche pare abbiano eredito il pesante ruolo di responsabili di tutti i mali.

Consigliamo la lettura di entarmbi gli articoli

Allegato:
le_banche_della_crisi_nesi.doc
prima_berlusconi_ora_le_banche_banard.doc

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