L’indignazione e la rabbia sono ancora esplose nel giorno del ricordo a Srebrenica. Vent’anni dopo, pietre e grida contro il premier della Serbia costretto ad una precipitosa fuga. Immagini drammatiche diffuse dalla TV. Ha scritto (vedi allegato) nell’occasione, su La Repubblica, Adriano Sofri che seguì da reporter la guerra nell’ex-Jugoslavia. E’ una ferita che, a dispetto del tempo, non si rimargina, specie se lo scorrere di questo tempo non semina verità e riconciliazione, non contribuisce compiutamente a formare coscienza e memoria collettive. L’accaduto rimane un vergognoso capitolo della storia europea della fine dello scorso secolo, il più feroce massacro dalla fine della Seconda guerra mondiale. Otto mila le persone musulmane bosniache trucidate dalle milizie serbo-bosniache guidate dal generale Mladic nel luglio del 1995 a Srebrenica, enclave musulmana espugnata con il sangue e la violenza, per la prima volta proprio l’11 luglio di 20 anni fa. Una pagina dolorosa della storia dei Balcani e dell’Europa tutta che ancora non ha trovato giustizia (…).

Alleghiamo inoltre l’articolo " Srebrenica, un dolore che non si placa" di Anna Foti  tratto dal Web

Allegato:
ritorno_a_srebrenica_tra_i_sopravvissuti_che_non_dimenticano_sofri.doc
srebrenica_un_dolore_che_non_si_placa_foti.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *