Pier Luigi Ossola è un sindacalista d’altri tempi che ora trascorrere molti periodi a New York con i nipotini. Cinquantacinque anni fa iniziò a Torino la sua intensa militanza sindacale, puntigliosa e critica. Dopo 20 anni scrisse la lettera di dimissioni dalla Cisl, allora nessuno rispose ai suoi interrogativi. Allora come oggi “Quando se ne va una voce critica per un’oligarchia è un sollievo, non certo una preoccupazione su cui riflettere”, annota nella lettera che ci ha inviato per commentare la manifestazione unitaria del 9 febbraio e l’articolo di Savino Pezzotta “Finalmente”. Un’acuta riflessione di un sindacalista senza più tessera Cisl.

La lettera si chiude così. Mi chiedo allora: il sindacato con la manifestazione del 9 febbraio ha voluto accendere un fuoco di paglia per affermare la propria esistenza, o si è davvero risvegliato decidendo  di  dar vita ad una nuova stagione sindacale che, partendo dalle priorità individuate, si ponga l’obiettivo di ridare, come afferma Pezzotta, “un futuro di dignità e di lavoro per tutti”? Quali le piattaforme in via di definizione ? Quali le controparti pubbliche e private individuate? Quante le assemblee di lavoratori convocate per discuterne e prendere decisioni in merito? Quali i soggetti a cui si intende proporre di dar vita a tavoli  di collaborazione per creare le sinergie necessarie a contrapporsi alla demagogia ed agli  interessi oggi dominanti sul piano nazionale ed internazionale? Quali gli accordi presi o in via di definizione  con le organizzazioni sindacali degli altri paesi europei per creare un fronte comune nell’affrontare problemi oggi centrali che hanno una dimensione internazionale?  (…) Vedi allegato

Alcune delle riflessioni di Pierluigi Ossola si ritrovano nella lettera di dimissioni dalla Cisl di un altro sindacalista di quei tempi, Michele Michelizza pubblicata su questo sito, a fine 2018.

https://www.sindacalmente.org/content/grazie-armando-si-puo-continuare-a…

Allegato:
riflessioni_di_un_ex_sindacalista_ossola.doc

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