Cambiare il bilancio del Comune di Torino (#cambiabilanciotorino) per difendere il lavoro e i cittadini più deboli. È l’obiettivo della petizione che Cgil, Cisl e Uil torinesi hanno lanciato, dal 27 maggio, per raccogliere almeno 10.000 FIRME  nei mercati e nelle piazze cittadine (v.allegati) Pochi giorni dopo l’arcivescovo Cesare Nosiglia ha inviato un appello nel quale sottolinea che “Il dialogo è il sale della democrazia..” (v.allegato). L’Espresso, del 28 maggio, nell’articolo “Le spine di Santa Chiara” di Luca Piana (allegato) mette in luce le contraddizioni tra gli annunci del programma elettorale del M5S e le retromarce da quando la Giunta Appendino ha dovuto fare i conti con il bilancio preventivo.

E’ passato un anno dall’insediamento della nuova giunta e si può ben celiare sul sempre valido richiamo “..provate voi a governare” che dovrebbe essere patrimonio sia di chi governa sia di chi sta all'opposizione e propugna alternative. Chiara Appendino è ancora in testa nei sondaggi della simpatia, però sotto la Mole e sulla Giunta si allungano  ombre fassiniane (strategia urbanistica) e renziane (metodo accentratore privo di confronto). Le prime per la somiglianza della politica urbanistica del nuovo corso, che tale non è  con la tanto detestata proliferazione di grandi centri commerciali, quando si era all’opposizione; le seconde per la messa in atto di un metodo che elimina o riduce a formalità il confronto con le organizzazioni  sindacali e le rappresentanze sociali della città.

Intanto la manutenzione nelle periferie è sempre carente,  non si rinnovano neppure gli abbonamenti delle riviste nelle biblioteche civiche, tra i principali luoghi sociali dove si misura, in tempo reale, la volontà e le iniziative dell’Amministrazione per qualificare le periferie. E non servono certo grandi risorse!

Intanto molti lavori socialmente utili si potrebbero fare utilizzando (a rotazione) la professionalità di migliaia e migliaia di cittadini che ricevono contributi pubblici di sostegno economico (es.cassaintegrati, indennità); come pure favorire il contributo volontario di lavoro per la collettività di molti rifugiati. Altri Comuni in Italia già lo fanno. Le norme lo consentono e comunque non sono le tavole della Legge di Mosè!

Né l'Amministrazione Appendino né le OO.SS. Torinesi che la contestano rivolgono pensieri a queste possibilità. Perchè? Eppure si sprecano oltre misure le filippiche contro l'assistenzialismo…. 

Infine "..se 10.000 firme vi sembran poche" per qualificare la presa e il collegamento con i cittadini delle tre principali organizzazioni sindacali torinesi….poniamoci tutti alcuni perchè e proviamo a rispondere.

Per maggior informazione aprire i tre allegati e relativi link

 

 

Allegato:
lappello_al_dialogo_di_mons_nosiglia_31-5-17.doc
cambiamo_il_bilancio_di_torino_cgil-cisl-uil.doc
le_spine_di_santa_chiara_piana.pdf

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