La Cgil il 18 maggio ha indetto un convegno sul futuro dell'euro e dell'Ue nel corso del quale è stato presentato il libro di Marcello Minenna "La moneta incompiuta" (Ediesse). L’autore, docente di Finanza matematica alla Bocconi, concludendo il suo intervento ha indicato sette interventi, possibili con i trattati esistenti, che consentirebbero passi in avanti per rilanciare la Ue e la politica monetaria. Elenchiamo gli argomenti dei sette punti, rinviandovi alla lettura del testo.

1) Le outright monetary transactions della Banca Centrale Europea, cioè lo "scudo anti spread".

2) Il fiscal compact entro fine anno va ratificato nei trattati europei: l'occasione dovrebbe essere utilizzata per scomputare gli investimenti dal calcolo della spesa pubblica superando le quote risibili che oggi ci sono accordate dall'asse Berlino- Bruxelles.

3) Il quantitative easing non dovrebbe concludersi senza un cambio di rotta verso il risk-sharing. Questo programma di acquisti di tioli – lo ricordo – è stato strutturato secondo una architettura a "rischi segretati". La Banca Centrale Europea presta i soldi alle banche centrali nazionali, affinché queste comprino i titoli di Stato domestici (cioè ognuna quelli emessi dal proprio governo). I titoli di Stato delle banche centrali nazionali dovrebbero essere rilevati dalla Bce (non andare sul mercato) e i relativi prestiti andrebbero estinti.

 4) Per i crediti deteriorati serve una bad bank europea.

 5) Il "Salva imprese"; sui crediti deteriorati serve una sin­cro­niz­za­zione della contabilità delle banche con quella delle imprese.

 6) Il Fondo europeo di tutela dei depositi

 7) Prestiti agevolati e targeted della Bce (T-Ltro) per combattere i differenziali di inflazione all'interno dell'Eurozona, ovvero che vadano alle imprese e alle famiglie dei Paesi dove l'inflazione è più bassa.

Marcello Minenna ha sottolineato che queste sette proposte sono il "minimo sindacale" per tenere in piedi la nostra architet­tura valu­ta­ria. L’intervento è iniziato con queste considerazioni.

Elementi disgreganti dell'Eurozona: aspetti politici ed economico-finanziari – Qualche giorno fa Macron, nonostante nel suo programma elettorale avesse inserito l'esigenza di condividere i rischi all'interno della nostra area valutaria, ha dichiarato di essere contrario alla collet­ti­vizzazione dei debiti passati, definendola "una politica irresponsabile". Poco dopo il suo portavoce ha espresso contrarietà agli eurobond. Qualche tempo prima il presidente Juncker aveva condannato l'idea della United Federal Europe. E ancora qualche tempo prima la cancelliera Merkel aveva affermato l'esigenza nel prossimo futuro di una Europa multi-speed. Non è detto che queste dichiarazioni siano pietre tombali al risk-sharing – vale a dire ciò di cui l'Eurozona ha bisogno – ma di sicuro, configurano un campo minato nel percorso verso una nuova e duratura Europa. A mio avviso rappresentano però bene l'incredibile involuzione della nostra area valutaria. (…) per maggior informazione e comprensione aprire l’allegato.

  • La moneta incompiuta e le sette mosse per salvare l'Ue di Marcello Minenna_Convegno Cgl_18 maggio 2017

   

 

Allegato:
la_moneta_incompiuta_minenna.doc

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