Inedita iniziativa di Carlo Calenda, ministro allo sviluppo, e Marco Bentivogli, seg.gen.Fim-Cisl, che pubblicano a firma congiunta l’articolo per un “ programma per la crescita” su Il Sole. Sono indicati punti per un Piano industriale per l’Italia delle competenze ” focalizzato su crescita e investimenti. Si sottolinea “ la sfida di una rapidissima innovazione tecnologica che mette in discussione modelli produttivi e organizzazione del lavoro. Se l’Italia non saprà essere all’altezza andremo incontro a un secondo shock sistemico come quello vissuto nella prima fase della globalizzazione. Riteniamo che l’avvio della campagna elettorale mostri una diffusa mancanza di consapevolezza rispetto a questa situazione (…).

Nell’articolo si ricorda che le dieci professioni oggi più richieste dal mercato semplicemente non esistevano fino a dieci anni fa, che va incoraggiato un vero decentramento contrattuale: il nuovo patto per la fabbrica per centrare la sfida della produttività; servono 400 milioni di euro in più all’anno per gli Istituti Tecnici Superiori (Its) con l’obiettivo di raggiungere 100mila iscritti entro il 2020

Carlo Calenda e Marco Bentivogli indicano tre “pilastri” per costruire un nuovo futuro industriale: Competenze, Impresa, Lavoro. L’articolo è articolato in tre capitoli con i seguenti nei seguenti sottocapitoli:

  • Competenze
  • Impresa
  • Impresa 4.0
  • Lavoro 4.0
  • Energia
  • Concorrenza
  • Banda Larga
  • Politica commerciale e internazionalizzazione
  • Gestire le trasformazioni

Il Sole di domenica 14 gennaio ospita articoli interlocutori con la prosta Calenda-Bentivogli.

In Per il capitalismo digitale serve un sistema «socio-sostenibile», Francesco Boccia, Presidente della Commissione Bilancio della Camera e Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, inviano una lettera al Direttore che inizia con “ Calenda e Bentivogli…propongono una terapia che ci appare anacronistica e solo parzialmente in grado di rispondere alle sfide epocali che abbiamo di fronte”.  Ma proseguendo la lettura i nessi per giustificare questa affermazione sembrerebbero labili (vedi allegato)

In Produttività e territori, le amnesie della politica,  Enrico Moretti (Berkeley) commentendo l’articolo di venerdì di Calenda-Bentivogli esordisce “decisivo innovare…si tratta di una riflessione utile, che contempla una serie di idee per provare a rimediare anche al problema della bassa produttività italiana. Nel merito, uno può essere o no d’accordo su questa o quella proposta. Ma, certo, è importante che alcuni temi tornino al centro del dibattito. …. In un discorso pubblico italiano reso sfarinato, spezzettato e nevrotico da una campagna elettorale che si annuncia lunga ed estenuante, appare interessante il suo punto di vista di economista del mainstream che non ha pregiudizi verso un Paese maledettamente complicato come il nostro.  (vedi allegato)

Alleghiamo infine un articolo di Edmund S. Phelps, Premio Nobel per l’economia nel 2006, che affronta un tema che chiama in causa sviluppo e progresso sociale Perché salvare l’ambiente salverà l’economia” . Nell’articolo si legge “…La teoria economica implica che una nuova industria espanderà l’occupazione complessiva solo se il suo metodo di produzione è più labor-intensive della media intersettoriale. Tuttavia, non ho ancora visto i dati per il settore delle energie rinnovabili che affrontano questo problema, e non sarei sorpreso se l’industria diventasse ad alta intensità di capitale nel tempo. Ho da tempo sottolineato non solo i benefici materiali del lavoro – principalmente i tassi salariali (dal basso verso l’alto) e i tassi di partecipazione della forza lavoro – ma anche il lato non materiale del lavoro (le varie soddisfazioni che le persone traggono dall’esperienza lavorativa). (…) (vedi allegato)

 

Allegato:
un_programma_per_la_crescita_calenda-bentivogli_ilsole.doc
per_il_capitalismo_digitale_serve_anche_boccia_e_emiliano_14-1-18.doc
produttivita_e_territori_amnesie_della_politica_moretti_14-1-18.doc
perche_salvare_lambiente_salvera_leconomia_phelps.doc

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