Penso a Lula, alla sua vita, umanità ed intelligenza. Ai racconti sulla sua infanzia, 3.000Km a piedi con madre e fratelli  dal lontano, arido e poverissimo Nord Est del Brasile per andare a cercare il padre da qualche parte a S.Paolo. Non una rarità in Brasile. Lula ha conosciuto davvero la miseria profonda. Al ragazzino che vende limonate per strada, allo studente accolto dai salesiani che lo fanno studiare alla scuola professionale. La fabbrica dove il fratello comunista è impegnato nel sincacato. Alla prigione dove lo ficcano i militari al potere; “ quando sono uscito sono corso a casa per aprire le gabbie a tutti i canarini.

E poi al Lula politico, quello che quando incontrava noi italiani gli accoglieva con un “avete portato i toscanelli”, che con altri, anche molto diversi per posizioni politiche, fondò un sindacato, poi un partito politico, diventò, lui operaio, presidente del Brasile confrontandosi con uno dei maggiori intellettuali brasiliani. Fu una gioia per tutti i poveri e diseredati, un orgoglio per i lavoratori, uno schiaffo ai ricchi e alla abissale differenza sociale del Brasile.

Ha accettato di fare da baluardo ad una destra senza scrupoli a chi lo accusava di “aver dato soldi a gente che non ha voglia di lavorare “. Non c'è l'ha fatta. Non mancano gravi responsabilità, non sue.Oggi siamo alla vendetta preparata con cura. “ non votate per chi sta in prigione” è stato uno dei ritornelli, non il peggiore, del vincente.

Oggi i colpi di Stato si fanno per via “costituzionale”. Ex torturatori, una borghesia vendicativa e tanti spaventati portano di nuovo, di fatto, i militari al potere per coprire un vuoto scrivono i commentatori politici.Bah!

Trump gioisce. Il suo consigliere politico Bannon ha fatto un buon lavoro ed ora si imbarca per l'Europa dove ha aperto un ufficio a Bruxelles in vista delle elzioni europee. Orban, Le Pen, Salvini hanno bisogno di consigli e di esperti in campagne elettorali. Putin non è molto distante.

L'internazionale nazionalista c'è e i leader del M5S "civettano", la base è silente  e solo il Presidente della Camera Fico, si contrappone con chiara fermezza.

Ho visto Lula, in permesso dalla prigione, alla TV. Uno sguardo sgomento, una tristezza senza limiti. Non credo che pensasse al sua vita, al destino che lo attende ma allo scempio di un Brasile, quello del dispregio per chi sta sotto, che tiene in prigione Lula mentra quasi una metà dei parlamentari, cominciando dall'attuale presidente dovrebbe essere condannato per reati di corruzione ad un minimo di trenta anni. Può essere la tristezza di Lula un monito per noi? Non mi manca il pessimismo, purtroppo. Forse non riusciamo neppure più a comprendere il suo dramma.Tanti esperti, politici a commentare e tanta ignoranza diffusa. Le vene aperte dell'America Latina continuano a sanguinare.

In allegato _ Sul voto del primo turno l'articolo Brasilia 9 ottobre 2018 di Ragno su Il Mulino

Allegato:
brasilia_9_ottobre_2018_ragno_mulino.doc

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