Inchiesta della Fim-Cisl sugli ammortizzatori sociali nel torinese.  I  dati sono stati resi noti con un comunicato all’inizio di agosto (vedi allegato); ora sono commentati nell’articolo “Metalmeccanici 15 mila a rischio” di Stefano Parola, su La Repubblica del 20 agosto. C’è  una metalmeccanica che funziona così bene da dover tenere le fabbriche aperte pure per buona parte di agosto. Poi ce n’è un’altra che continua a soffrire. La Fim-Cisl ha provato a capire quanto è grande questa seconda fetta del settore. L’analisi parte dalla cassa integrazione che è stata chiesta dalle aziende del settore e che riguarda 50mila addetti.  Lo ha fatto analizzando le richieste di ammortizzatori sociali che riceve dalle aziende. Ne esce una fotografia parziale, ma preoccupante: «Abbiamo un flusso di circa 15 mila lavoratori che nel biennio 2016-17 hanno il posto di lavoro a rischio», sintetizza il segretario provinciale Claudio Chiarle. (…) per proseguire aprire l’allegato.

Dal primo gennaio 2017 il Job Act cancella l’indennità di mobilità e la Cig in deroga sostituendole con la Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Questa nuova indennità durerà al massimo 24 mesi ed ha requisiti di accesso più limitativi pur interessando una platea più ampia delle indennità che saranno cancellate. C’è allarme per 30 mila in Italia, con il timore che formino una nuova categoria di esodati.  La situazione è descritta nell’articolo di Rosaria Amato (allegato) pubblicato il 19 Agosto su La Repubblica (vedi allegato)

Allegati

  • Metalmeccanici 15 mila a rischio ” _Stefano Parola_La Repubblica  20 agosto
  • Aree di crisi, allarme per 30 mila in Italia_Rosaria Amato_La Repubblica 19 Agosto

Allegato:
ammortizzatori_sociali_tometalmeccanici.pdf
metalmeccanici_15_mila_addetti_restano_in_bilico.doc
rischio_di_30mila_nuovi_esodati.pdf

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