NO A TASSE INIQUE E RECESSIVE – redazione – Iva e manovra 29/11/11

L’aumento dell’Iva è una contraddizione con la linea affermata da Mario Monti di voler conseguire con le decisioni governative “Rigore, equità e crescita”. L’aumento dell’Iva è già stato pratica ( manovra d’agosto ) con la Legge di Stabilità. Un punto in più per l’aliquota del 20%. Gli effetti si sono sentiti subito con il rialzo dei prezzi, del tasso dell’inflazione ( salita al 3.4%) ed una frenata dei consumi. Un errore di politica economica conseguente alla scelta del Governo Berlusconi di non voler altri tipi di provvedimenti ( es. patrimoniali o Ici) per non intaccare la fiducia dell’elettorato a cui aveva fatto la promessa in campagna elettorale 2008.

Ora, con il governo Monti si prospettano altri ritocchi delle aliquote Iva. Anche il Segretario della Cisl Bonanni  sostiene – incredibilmente – questa ipotesi purchè finalizzata ad una riforma fiscale al momento non definibile. Bonanni afferma “ che tassare le cose” è una strada moderna per sostenere la progressività in quanto chi “ha più reddito consuma di più”. Nella base cislina e tra i lavoratori si discute con ben altri intendimenti e convinzioni.

 

Aumentare l’IVA è sbagliato sia sul piano della giustizia e dell’equità sociale sia su quello economico antirecessione. L’Iva è considerata la più ingiusta delle tasse, in quanto colpisce nella stessa misura il povero e il ricco, tutti i cittadini nella stessa misura ed è quasi impossibile definire una quota Iva solo per i prodotti di lusso. Il 20% rappresenta già un quinto del prezzo di un prodotto, aumentarla non incrementerà di certo il consumo.

 

Teoricamente per ogni punto in più dell’Iva si calcola un ricavo per le entrate dello Stato pari a 5-6 miliardi di euro, ma non si fanno bene i conti in quanto l’Iva è la tassa più evasa in Italia.

 

Ben strano il ragionamento di chi sostiene che si possano salvaguardare i ceti popolari aumentando l’IVA e contemporaneamente ridurre le aliquote Irpef. E’ ben difficile sostenere questo assunto quando non sono state ipotizzate le entità delle riduzioni Irpef ( tra l’altro escluse da tutte le raccomandazioni o imposizione che di si voglia della Eu) e tuttavia si dovrà pur conoscere che – qualora miracolosamente apparissero – non riguarderebbero i disoccupati, i reddito zero chiamati a fare i conti comunque con l’aumento dei prezzi.

Allegati

  • Ecco le verità sull’Iva di Francesco Forte
  • Evasione fiscale nei 27 paesi della Ue
  • Radigrafia dell’evasione fiscale in Italia di E.Marro

Allegato:
Ecco la verità sull’Iva_Forte.doc
Evasione fiscale in Ue.doc
Radigrafia dell’evasione_Corriere.doc

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