La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale in vigore dal 2005 (vedi scheda allegata) su due punti: il primo, l'assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei deputati sia per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione; il secondo, le norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali 'bloccate', nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza. La legge in vigore è stata approvata dal governo di centro-destra di Sivlio Brlusconi con il voto contrario delle minoranze parlamentari.

L’efficacia del pronunciamento sarà valido solo dopo la pubblicazione delle motivazioni che « avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici», come ha reso noto il comunicato della Consulta.

Così il “Porcellum” rimane formalmente in vigore qualche settimana e le Camere possono ben intervenire nel solco della decisione dei giudici costituzionali per definire una nuova legge.

Gli effetti della Consulta non sono retroattivi, ma per quanto riguarda la legittimità a continuare di questo Parlamento dipenderà dalle motivazioni.

Di certo la legge vigente non potrà più essere utilizzata per  le prossime elezioni, anticipate o meno che siano.

Al momento le principali ipotesi sono quattro,(vedi scheda tratta dal sito  Lettera 43

Allegati

  • Le due schede tratte dal sito Lettera 43
  • I due articoli di commento di Zagrebelsky e di Rodotà

Allegato:
consulta_boccia_scheda-immagine.doc
le_quattro_ipotesi_scheda.doc
zagrebelsky_lo_stato_deve_sopravvivere.doc
rodota_la_corte_non_ha_delegittimato_il_parlamento.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *