Il caso occupati. Quale tutela per l’Italia nelle nozze Fca-Peugeot . Romano Prodi, su  Il Messaggero, così inizia il suo editoriale di riflessione sulla fusione Fca-Psa.  Poiché la fusione fra Fca (Fiat-Chrysler) e Psa (Peugeot) non solo è destinata a formare il quarto gruppo mondiale tra i costruttori di automobili, ma coinvolge la quasi totalità dell’industria automobilistica italiana, conviene metterne in luce le motivazioni e le possibili conseguenze. Si tratta infatti di un’operazione complessa, che potremmo assimilare a un matrimonio di necessità, di riparazione e di convenienza.

Prima di tutto un matrimonio di necessità perché il rapido mutamento tecnologico nel settore dell’automotive e i conseguenti ingenti investimenti richiedono dimensioni di impresa nettamente superiori a quelle che i due gruppi separati possedevano.

Si tratta inoltre di un matrimonio che nei tempi passati si sarebbe definito di riparazione perché la Fca, che, con la guida di Marchionne, aveva compiuto miracoli sotto l’aspetto della gestione finanziaria e degli accordi societari, è invece rimasta nettamente distanziata dai suoi concorrenti nel campo dell’innovazione e della ricerca.

È stata perfino costretta a spendere centinaia di milioni di dollari per comprare, per i prossimi tre anni, i così detti crediti verdi dalla Tesla, dato che il tasso di inquinamento medio delle vetture prodotte da Fca è superiore alle severe regole imposte dall’Unione Europea.

Si tratta infine di un matrimonio di convenienza perché gli azionisti di Fca, oltre che ad entrare in una compagine maggiormente capace di competere nei mercati del futuro, riceveranno un dividendo straordinario di 5,5 miliardi di euro. Dividendo di cui all’azionista di maggioranza (l’Exor di proprietà degli eredi della famiglia Agnelli) spetteranno 1,6 miliardi di euro (…) per proseguire aprire l’allegato

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  • Dario Di Vico. in "Nozze Fca-Psa, salvate il soldato Comau", su il Corriere, mette in guardia dalla possibile vendita del gioiello Comaut, leader della robotica. Seguirà la sorte della Magneti-Marelli, altro gioiello per le batterie, ceduto ai giapponesi, staccando una mega cedola per gli azionisti? Senza gli asset per batterie e robotica l'automotive italiana può davvero competere?

  • Davide Bubbico e Francesco Zirpoli, in "Fca e Psa le incognite di una fusione", su lavoce.info, esamina i pro ( per azionisti) e i contro ( per volumi produtti e stabilimenti italiani) partendo dall'assunto che Fca e Psa vogliono costruire un gruppo automobilistico europeo forte. Ma al di là dei vantaggi per gli azionisti, il successo della fusione dipende dalle concrete scelte organizzative e industriali. Quali sono le prospettive degli stabilimenti italiani.

 

 

 

Allegato:
il_caso_occupati_nelle_nozze_fca-psa_prodi.doc
nozze_fca-psa_salvate_il_soldato_comau_di_vico.doc
fca_e_psa_le_incognite_di_una_fusione_bubbico-zirpoli.doc
fusione_fca_psa_maxi_dividendo_da_5_mild.doc

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