Luca Geronico, su L’Avvenire, scrive. Passa il piano contro il virus, con interventi che restano irrisori per i Paesi poveri. Progetti di infrastrutture nel sud del mondo. Sull’azione contro i cinesi l’Europa però si smarca da Biden. È la ricostruzione post Covid-19 a prendere forma nella seconda giornata del G7 a Carbis Bay. Il «building back», la ricostruzione, viaggia su due direttive: nuovi protocolli di emergenza sanitaria per accelerare le capacità di risposta futura a una nuova pandemia, ma non vi è un sostanziale passo avanti sulla distribuzione dei vaccini e sulla sospensione dei brevetti. In una giornata monopolizzata dalla politica estera, il G7 approva un nuovo piano di investimenti per contrastare la crescente influenza globale della Cina. (…) per proseguire un clic su questo  link Il G7.Sui vaccini si ferma alle briciole. E la Cina riunisce il fronte occidentale

G7 a Carbis Bay – Cornovaglia

Non meno severo l’articolo di Anna Maria Merlo su Il Manifesto, che così inizia. Il «summit dei vaccini», si è aperto ieri a Carbis Bay, in Cornovaglia con la presenza dei leader dei 7 paesi più industrializzati del mondo occidentale (Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania, Usa, Canada e Giappone), più la rappresentante della Commissione europea e gli invitati, Australia, Corea del Sud, Sudafrica e India (via video).

La prima mossa è stata all’insegna della carità: i ricchi promettono un miliardo di dosi di vaccini anti-Covid ai poveri (quando ce ne vorrebbero 11 miliardi per raggiungere una protezione vaccinale efficace a livello mondiale). (…) per proseguire aprire l’allegato

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