• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Europa: politica, economia, società

LA POPOLARITA’ DI ORBAN – T.Ferigo – Ungheria & destra –

Il 6 Aprile gli ungheresi hanno eletto i loro deputati. Victor Orban e il suo partito conservatore, il Fidesz, al potere dal 2010, sono i vincitori con il 44% dei voti. Come è possibile che Orban sia ancora così popolare? Perché l’Ungheria è divenuto un paese così inquietante a chi l’osserva dal resto dell’Europa? Due sono le principali ragioni rispondono i democratici ungheresi. Mancanza d’alternative e una politica economica “eterodossa “che se accresce le diseguaglianze sociali a dismisura, dona risultati.

Dopo la caduta del muro la situazione politica è restata instabile. Ogni elezione ha visto un cambiamento di maggioranza. Gli effetti positivi attesi dalla liberalizzazione economica si sono fatti, inutilmente, attendere e il paese ha continuato ad essere gravato da un forte debito con l’estero. Volendo mostrarsi l’allievo migliore delle ricette delle istituzioni finanziarie internazionali, l’Ungheria decise di assumere i debiti contratti dal regime comunista, diversamente dalla maggior parte dei paesi vicini.

Nello stesso tempo l’Ungheria aprì immediatamente le porte all’arrivo di investimenti esteri. La conseguenza fu l’acquisizione della maggior parte delle imprese da parte di capitale straniero.

Victor Orban , prende la testa del governo la prima volta nel 1998, diventando il più giovane capo di governo in Europa. Nel 2002 deve lasciare la piazza ai suoi avversari di sempre, il Partito Socialista, formato in gran parte da quadri del vecchio partito comunista ungherese.

Nel 2006, viene eletto Ferenc Gyurcsany, ex dirigente della gioventù comunista, divenuto prospero uomo d’affari. Il suo progetto è ambizioso, ma nel Settembre 2006, viene diffusa alla radio ungherese una conversazione registrata, (tutto il mondo è paese vien da dire!). Il primo ministro confida ad un amico d’aver mentito nella campagna elettorale: ha nascosto che lo stato economico del paese è disastroso, che l’economia è agonizzante. I grandi progetti sociali annunciati potranno farsi solo dopo politiche d’austerità severe.

Vi sono manifestazioni di piazza. La commemorazione del 50mo anniversario  della rivolta del 1956 si trasformano in scontri violenti. Gyurcsany rifiuta di dimettersi. E’ in questo contesto di incertezza e tensione che la crisi del 2008 investe il paese.

Nel 2009, Gordon Bajnai, un tecnocrate, rimpiazza Gyurcsany e inizia una severa politica d’austerità. Viene chiesto l’intervento del FMI.

Il cinismo di Gyurcsany e l’austerità di Bajnai spiegano, a parere di diversi commentatori ungheresi, la vittoria di Orban alle elezioni del 2010, ove ottiene una maggioranza dei due terzi, e la sua crescita di popolarità. Populista antieuropeo, stile oratorio nazionalista con non pochi tratti di antisemitismo, sostenitore aperto dell’accentramento del potere, “l’Ungheria ha bisogno di un potere personale “ dirà ad una intervista della TV francese ARTE Orban si lancia in una grande serie di riforme istituzionali: corte costituzionale, media, nuova costituzione, nuovo sistema elettorale, etc.

Incontra poca resistenza. L’opposizione è discreditata. Riemergono anche antichi fantasmi xenofobi della storia ungherese.

Orban redistribuisce il potere economico a suo profitto. Da circa venticinque anni sono le multinazionali occidentali che hanno approfittato delle privatizzazioni (acqua, elettricità, gas), ma anche dei grandi progetti (autostrade, urbanismo, industrie.) dando luogo ad una diffusa corruzione politica.

Orban sulla scia del nazionalismo crescente decide di condurre una politica “eterodossa”. Rinvia il prestito del FMI, tassa le grandi imprese straniere, nazionalizza le casse di pensione, controlla direttamente attraverso il suo ex ministro dell’economia, la banca centrale. Vedi in allegato l'articolo pubblicato nell' agosto 2013 su sindacalmente

Sul piano strettamente macroeconomico, dicono i suoi avversari, le sue ricette sono più efficaci di quelle proposte da Manuel Barroso. I politici ungheresi se ne vantano ad ogni occasione.

Il paese, uno dei più toccati dalla crisi, caduta del PIL del 6% nel 2009, 3% nel 2010 accusa oggi un ritardo rispetto ai livelli del 2007 di 2,5 punti, contro i 24 della Grecia, gli 8 in Spagna, 2,3 in Francia. La disoccupazione è cresciuta meno che nel sud dell’Europa.

Il relativo successo macroeconomico contribuisce a mantenere elevata la popolarità di Orban, anche se queste cifre globali nascondono una situazione sociale degradata e delle formidabili ineguaglianze: secondo Eurostat 33% degli ungheresi sono a rischio di povertà assoluta e d’esclusione sociale.

Victor Orban è un “animale politico”, capace di giocare con le frustrazioni e le debolezze della società ungherese. Sa usare l’arma del vittimismo. Per questo continua a beneficiare di un certo consenso popolare, dal momento che l’opposizione resta incapace di ricostruirsi.

Toni Ferigo

Allegato:
la_politica_economica_di_orban.doc

19/04/2014/2 Commenti/da
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 2014-04-19 08:38:352014-04-20 10:24:58LA POPOLARITA’ DI ORBAN – T.Ferigo – Ungheria & destra –
2 commenti
  1. Anonimo
    Anonimo dice:
    15/11/2014 in 1:05 am

    che buffoni! in Ungheria il pil è cresciuto del 3.9 nel 2014 contro i disastri dell’eurozona. La disoccupazione è ai minimi storici, 8%, ma soprattutto a differenza che nel “mondo libero” il “dittatore di destra” gode della stima e dell’appoggio del suo popolo, e ha intrapreso misure (tasse sulla finanza e sulle banche, obbligo di riconversione dei mutui in moneta nazionale, bastonamenti ripetuti alla speculazione, diminuzione del prezzo delle bollette energetiche etc) che non solo non hanno “aumentato a dismisura le disuguaglianze” ma al contario vanno in direzione della giustizia sociale che da noi ci sognamo.
    ribelleincazzato@yahoo.it

    Rispondi
  2. Anonimo
    Anonimo dice:
    15/11/2014 in 1:06 am

    in Ungheria il pil è cresciuto del 3.9 nel 2014 contro i disastri dell’eurozona. La disoccupazione è ai minimi storici, 8%, ma soprattutto a differenza che nel “mondo libero” il “dittatore di destra” gode della stima e dell’appoggio del suo popolo, e ha intrapreso misure (tasse sulla finanza e sulle banche, obbligo di riconversione dei mutui in moneta nazionale, bastonamenti ripetuti alla speculazione, diminuzione del prezzo delle bollette energetiche etc) che non solo non hanno “aumentato a dismisura le disuguaglianze” ma al contario vanno in direzione della giustizia sociale che da noi ci sognamo.
    ribelleincazzato@yahoo.it

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Lavoro in «paraschiavitù»
  • Tanti al “concertone” e poi…

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: QUEL COSTOSO PENSATOIO PUBBLICO – Cnel – proposta abolizione – Collegamento a: QUEL COSTOSO PENSATOIO PUBBLICO – Cnel – proposta abolizione – QUEL COSTOSO PENSATOIO PUBBLICO – Cnel – proposta abolizione &#... Collegamento a: SCANDALOSE DISEGUAGLIANZE – R.Prodi e omelia – per l’economia e l’etica – Collegamento a: SCANDALOSE DISEGUAGLIANZE – R.Prodi e omelia – per l’economia e l’etica – SCANDALOSE DISEGUAGLIANZE – R.Prodi e omelia – per l’economia...
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy