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Europa: politica, economia, società

LA POLITICA ECONOMICA DI ORBAN – Ungheria –

La vera politica economica del dittatore magiaro Orban. Molti amici FaceBook e non solo sono rimasti alquanto stupiti dal gesto “coraggioso” di Orban per aver cacciato il Fondo monetario Internazionale dal paese. Alcuni trovano altrettanto eroica la sua “lotta di liberazione” nei confronti dell’UE.Vorrei riorganizzare un po’ i miei pensieri a questo proposito, perchè nel momento attuale di grave crisi finanziaria  ogni gesto apparentemente anti imperialistico nell’immaginario collettivo può sembrare un atto di sacrosanta ribellione alternativa al sistema.

Come saprete,  FMI, concedendo  dei prestiti a tassi anche agevolati, può intervenire sulla modalità della restituzione, ossia può suggerire o prescrivere mezzi di recupero di tali somme.

In Ungheria per esempio potrebbe pretendere l'introduzione di diverse fasce di tassazione, visto che attualmente ne abbiamo una sola. Pagano la stessa percentuale i miliardari e i poveracci che vivono sotto la soglia della povertà. Ma potrebbe anche pretendere controllare per quali scopi vengono utilizzati questi fondi o monitorare la loro distribuzione. Ad Orban qualsiasi controllo del genere darebbe enorme fastidio perché potrebbe ostacolare la sua politica economica che privilegia esclusivamente gli oligarchi del suo stretto giro di amicizie.

Per lo stesso motivo Orban non vuole  i finanziamenti UE, perchè in cambio, l’Europa potrebbe insistere non solo su alcuni diritti umani palesemente violati nel mio paese, ma per accedere ai contributi europei i concorrenti dovrebbero rispettare i termini dei bandi di concorso. (vincono quasi sempre gli oligarchi e l'esiguo resto viene distribuito tra le ditte concorrenti in cambio di soldi passati sotto banco ai potenti di torno, secondo un preciso tariffario. Due imprenditori, che ovviamente non posso citare me lo hanno confermato)

Orban preferisce i finanziamenti di Putin o di  alcuni paesi arabi (Iran, gli emirati ecc), perchè i loro prestiti non seguono nessun protocollo e vengono distribuiti agli oligarchi magiari senza alcun bando pubblico, senza restrizioni normative. La restituzione però avviene dai fondi statali.

Comodo, no? Prestiti ad personam e restituzione da parte della collettività.

Dopo il fallimento dalla MALEV, compagnia di bandiera, dal agosto prende vita una nuova compagnia aerea magiara, il Solyom, finanziata da un paese arabo SCONOSCIUTO!

Giusto per illustrare la follia del suo ultimo atto “coraggioso” del "genio dei Carpazi magiaro", basta che vi ricordi che proprio in questi giorni Orban aveva restituito con mezzo anno di anticipo un prestito UE concesso ad un tasso d’interesse del 2,4% . Per anticiparne la restituzione  era costretto a ricorrere ad un altro prestito di un tasso d’interesse 4 volte superiore. Quest’ impresa costerà all’economia magiara 14 miliardi di Ft in più, esattamente la cifra che sarebbe bastato a sfamare le centinaia di migliaia di minori a cui attualmente non è assicurata un’alimentazione sufficiente.

Ci sarebbero molte cose da dire, ma credo che possa bastare per farvi comprendere che un atteggiamento apparentemente antiimperialista, anti banche etc – termini utilizzati dal regime che trovano calorosa accoglienza nella popolazione stremata – non significhi la costruzione di una società più giusta. Al contrario.

In Ungheria, dopo la pesante limitazione di diritti civili, ora si sta procedendo alla costruzione di un economia ancor più lontana dagli interessi generali del popolo. Nuovi latifondi concentrati in poche mani del giro di Orban  .(Orban stesso è diventato un signore feudatario attraverso operazioni illecite)

Le inevitabili tensioni sociali che stanno venendo comunque a galla – il 47% della gente vive sotto la soglia della povertà – vengono indirizzati, attraverso i media controllati dal governo, contro i nemici “storici ”: i rom, gli ebrei, l’Europa Unita, FMI, il trattato del Trianon e chi più ne ha, più ne metta. Oppure si cerca di addormentare le coscienze con statistiche palesemente falsi: i lavoratori socialmente impegnati per 150 euro al mese non risultano disoccupati, come non risulta disoccupato chi lavora all’estero per meno di un anno. Chiedo perdono per gli eventuali errori. Un mese nel mio paese  con l'influenza della madrelingua  non aveva migliorato il mio già discutibile italiano.

Agi Berta *    3 agosto 2013 alle ore 10.13   su facebook

*  Una amica ungherese che insegna lingue dell' Europa orientale a Napoli ha inviato su Face book queste informazioni. Mi sembra interessante perchè certe notizie date in modo superficiale possono ingenerare equivoci. Non sempre rifiutare le politiche del FMI e della UE è un segnale di sinistra.  Toni Ferigo

 

 

 

05/08/2013/0 Commenti/da
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