Giorgio Merlo in "Cosa insegna la piazza civica di Torino", sul Web, così conclude. (…) Comunque, il civismo può dar vita a nuove esperienze e addirittura a nuovi soggetti politici, civici e post ideologici. Il tutto al di là delle intenzioni e della volontà degli stessi promotori della bella manifestazione di piazza Castello. Dunque, nessuna strumentalizzazione e quasi nessuna possibilità per tutti coloro che sono già pronti a incassare politicamente la protesta, la proposta e i desideri di migliaia di cittadini che liberamente sono scesi in piazza per dire Sì alla TAV, Sì allo sviluppo, Sì al lavoro e Sì al futuro.

Ma una riflessione sul nuovo corso della politica italiana è necessaria. Se da un lato sono ritornati di attualità i partiti identitari, dall'altro emerge forte la necessità di raccogliere il consenso nella società attraverso la soluzione a singoli problemi, importanti per una città, una regione o per l'intero Paese. Toccherà ai partiti, o ad altre modalità organizzative, declinare progetti di governo e farsi carico di individuare soluzioni concrete ai problemi che settori crescenti – e culturalmente trasversali – della pubblica opinione pongono all'attenzione di chi vuole impegnarsi nella politica e nell’amministrazione locale.

A volte, e come capita sempre di più, è la categoria dell'imprevedibile a dettare l'agenda politica. Come è stato per la manifestazione di Torino. (vedi allegato)

http://www.associazionepopolari.it/APWP/2018/11/20/cosa-insegna-la-piazza-civica-di-torino/

Per sorridere un po’: come la pungente ironia di Maurizio Crozza racconta “le 7 madamin” di Torino. Per chi se lo fosse perso venerdì 16 novembre sulla TV 9, ecco la registrazione

https://vimeo.com/301376889

 

Allegato:
cosa_insegna_la_piazza_civica_di_torino_merlo.doc

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