Le Confederazioni Cgil, Cisl e Uil hanno deliberato nei loro massimi organismi tre diversi orientamenti in merito al referendum costituzionale. La Cgil invita a votare No, la Cisl invita a votare Sì, la Uil informa. Le tre centrali lasceranno libertà di scelta agli iscritti: è stato salvaguardato il minimo costituzionale stante il fatto che i segretari sindacali, nella campagna elettorale, ribaderanno l'invito-indicazione dei rispettivi organismi.saranno organizzati dibattit come “Le ragioni del Sì e del No per una scelta libera e consapevole” promosso dalla Cisl Regionale, a Torino, Lunedì 24 ottobre ore 9,30 al Pacific Hotel Fortino di Torino.

La presenza di esponenti del No e del Sì e la libertà di voto per gli iscritti è il minimo costituzionale per sindacati che hanno scelto da tempo il pluralismo. Ma sarà possibile, ad esempio in casa Cisl, sentire la voce di segretari Cisl che illustrano le ragioni invitando a votare No? Chi è in carica sceglie in genere l’allineamento con le dichiarazioni del Seg.Generale o non si esprime. La Cisl nel suo invito e nel suo manifesto (allegato) separa nettamente i contenuti della riforma costituzionale (sulla quale si vota)  da quelli della legge elettorale Italicus non rilevando la correlazione che esiste..

Eppure, a circa due mesi dal voto, in Cisl, certamente esistono i “dubbiosi” del Sì e del No che auspicano che, prima del voto del 4 dicembre, si affermino percorsi di modifica per le norme dell’Italicus a rischio di costituzionalità, come ad esempio le candidature bloccate, il premio di maggioranza esorbitante sul quale la Cisl afferma “..Il nuovo sistema ha il vantaggio di determinare un risultato chiaro al termine della consultazione elettorale, con l’ attribuzione del premio di maggioranza alla lista vincente che determina l’ attribuzione del 55 % dei seggi (40% + 15 % al primo turno, direttamente 55% all’ eventuale secondo turno), ovvero 360 seggi su 630…”. Dal sito Cisl.

Pur ripetendo che ci sarà libertà di scelta per gli iscritti, la “campagna” Cisl rischia di essere monocorde allineandosi con l'affermazione della segretaria gen Annamaria Furlan “..sono quarantanni che aspettiamo questa riforma..”. Proprio questa? Proprio da quarant’anni?

Pierre Carniti ha compiuto da poco ottant’anni, ci ha scritto che le sue energie sono limitate in quanto costretto “agli arresti domiciliari sanitari”. Ci ha inviato un testo in cui esprime i motivi del suo No a questo referendum (vedi allegato).

In allegato anche il manifesto della Cisl sul referendum.

Allegato:
cisl_manifesto_voto.pdf
referendum_costituzionale_carniti.doc

1 commento
  1. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:

    Conosco Pierre Carniti da quando nel lontano 1961 mi sono iscritto alla CISL e mi sono trovato nella FIM di Milano con Carniti, Fausto Gavazzeni e Pietro Seveso in Segreteria. Sono passati molti anni e vissuto molte esperienze trovandoci spesso nella CISL sulle stesse posizioni, ma a volte anche su posizioni diverse. Negli ultimi tempi due sono i temi che lui propone e condivido: quello della riduzione dell’orario di lavoro, tema di cui sono pochi coloro che ne parlano: lui, Savino Pezzotta, Nicola Cacace ed io, che mi trovo in ottima compagnia, e questo della modifica della Costituzione perché dice con parole sue, ciò che io ha detto e scritto in altre occasioni, anche su “sindacalmente” il 15 – 08 – 2016 a commento dell’articolo di Michele Ainis “Tre domande”.Rodolfo Vialba

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *