Rossana Rossanda, la ragazza del Novecento, co-fondatrice de “Il Manifesto", ha compiuto novant’anni. Vive a Parigi. Antonio Gnoli, nell’inserto Cult de La Repubblica del 1 febbraio, pubblica una sua lunga intervista (allegata) che consigliamo di non perdervi. E’ un’intervista a 360 gradi come si usa dire: oltre a ripercorrere la lunga storia di militante e dirigente  comunista, anche episodi della sua vita privata.

Quando pubblicò nel 2005 “La ragazza del secolo scorso” così rispose ad una domanda “ Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita così malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: "In questo o in quello non c'entro". Comincio dall'interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi."

In questa lunga intervista si sofferma sul fallimento politico a cui ha assistito e di cui è stata co-protagonista.

Ricorda il giorno che accompagnò Lucio Magri a morire (con assistenza medica) in Svizzera e dice “ Lucio era spaventosamente infelice. Aveva di fronte a sé un fallimento politico e pensava di avere sbagliato tutto. O meglio: di aver ragione, ma di aver perso. Dopo aver litigato con lui, lo accompagnai a morire in Svizzera. Non mi pento di quel gesto. E credo anche che sia stata una delle scelte più difficili, ma anche profondamente umane”.

Su come ha vissuto il suo fallimento politico così risponde “ Con la stessa intensa drammaticità di Lucio. Quello che mi ha salvato è stata la grande curiosità per il mondo della cultura….”.

Sul suo essere comunista è la possibilità di convivere con una fede risponde “ Non ho più un’idea dall’età di 15 anni. Ma le religioni sono una grande cosa. Il cristianesimo è una grande cosa. Paolo o Agostino sono pensatori assoluti. Ho amato Dietrich Bonhoeffer. Straordinario il suo magistero. E il suo sacrificio.”

Bella la sua risposta alla domanda “ Si riconosce un lato romantico?”.

Un elenco dei libri di Rossana Rossandalo trovate a questo link

http://www.ibs.it/libri/rossanda+rossana/libri+di+rossana+rossanda.html

  • Rossana Rossanda intervistata a 90 anni da Antonio Gnoli  La Repubblica 1-2-15

Allegato:
rossanda_90_anni_intervista.pdf

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