Titolo:una "tassa" alla Cisl per il contratto integrativo. Sottotitolo: caso senza precedenti alla Pometon di Maerne (Venezia). La Cgil: "Una vergogna". L´accordo vale solo per gli iscritti e per chi versa un contributo straordinario. L’articolo inizia con “ Vuoi che ti venga applicato il nuovo contratto integrativo aziendale? Bene, versa 200 euro alla Fim-Cisl.”.Così Roberto Mania su La Repubblica del 28 marzo. Se le cose stanno così senza antefatti si potrebbe commentare come un altro episodio di sindacalismo in versione Fiat marchionniana.

Ma su questa lettura non concorda per nulla il Segretario Generale della Fim Veneta ( vedi articolo allegato pubblicato su Conquiste del Lavoro) che ricorda, tra l’altro, la vertenza legale della Fiom che ha contribuito alla decisione della Direzione della Pometon di disdettare gli accordi aziendali. Anche Marco Bentivogli, segr.Naz. Fim, ricordando che l’assemblea dei lavoratori ha votato a grande maggioranza con voto palese, ricostruisce la vicenda con un altro punto di vista dalla “tassa” alla Cisl ( vedi articolo su La Repubblica, allegato) sottolineando che la finalità della “quota di servizio”, richiesta in questo caso, è ben diversa dal passato; puntualizza inoltre che è una modalità per tutelare il contratto aziendali da eventuali impugnature in Tribunale. Ovvero contratto per soli iscritti o per chi aderisce.

Il caso Pometeon è un frutto un po’ acido o velenoso – a seconda dei punti di vista – di questa stagione troppo lunga di rottura strategica tra Fim e Fiom.

Il sito web “Proletari comunisti” presenta l’articolo di Roberto Mania aggiornando con disinvolktura il titolo in “Contratto integrativo alla Pometon di Venezia…la mazzetta moderno-fascista alla Cisl”. Che dire? Si sconta la conoscenza a panne della nostra storia.

Sul web della cronaca locale si legge «Spaccatura all’interno della Pometon di Maerne tra Fiom Cgil e Fim Cisl. Nocciolo della questione, stavolta, è il contratto integrativo firmato il 14 marzo dalla sola Fim Cisl ma valido solo per gli iscritti. Gli altri potranno sì aderire ma dovranno pagare alla stessa sigla sindacale un anno d’iscrizione. E questo non è piaciuto alla Fiom Cgil ma anche agli altri operai non facenti parte di alcuna organizzazione. La fonderia vicina alla stazione ha 177 dipendenti ma la proprietà ha annunciato cinquanta esuberi. La stessa Pometon, ancora un anno fa, aveva disdetto la contrattazione di secondo livello, con la Fiom che non l’aveva presa bene e si era detta contraria pure alla proposta fatta sull’integrativo. Così a dare il via libera è stata solo la Cisl ma chi vuole beneficiarne, deve pagare la quota di servizio. E ieri la sigla sindacale ha indetto un’assemblea. «Come Fim Cisl» spiega il segretario provinciale Stefano Boschini «non possiamo imporre un contratto ma lo possiamo garantire agli iscritti». (a.rag.)  http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/03/19/news/pometon-e-rottura-sindacale-sull-accordo-valido-per-la-cisl-1.6732745

Comunque sia il punto di vista su questa ennesima rottura del sindacato quanto emerge dalla vicenda Pometon è la possibilità di un percorso per il riconoscimento ( a fronte di divisione sindacale) della responsabilità di chi firma e che, per la Fim-Cisl,  gli iscritti sono i primi – ma non i soli – destinatari e decisori delle azioni contrattuali aziendali. Comunque, anche per questa logica, diventa determinante il numero di iscritti che la Fim ha dentro l'azienda per misurarne la rappresentatività.

Vi invitiamo a leggere gli articoli allegati perché la vicenda Pometon è ben più complessa di quanto si evince da titoli un pò troppo ad effetto.

Allegato:
una_tassa_alla_cisl_mania_repubblica.doc
integrativo_pometon_no_fiom_conquiste.pdf
intervista_a_bentivogli_caso_pometon.pdf

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