In morte di un amico. Quasi per caso e solo per averlo visto su un post di Facebook, di Aliotti della Fim, ho appreso della morte di Angelo Gennari una persona che alla militanza nella Cisl univa una grande competenza, conoscenza, saggezza politica, sindacale ma soprattutto umana. Era un riconosciuto esperto di politica internazionale con una particolare attenzione ed interesse per la politica economica.

Durante gli anni in cui ho ricoperto il ruolo di Segretario Generale della Cisl ho potuto apprezzare e usufruire del suo sapere, delle sue conoscenze in campo internazionale ed economico. Redigeva ogni mese una Nota sulla situazione congiunturale di notevole livello che aiutava molto nei diversi incontri con la controparte e i livelli istituzionali e che consentiva di avere una visione globale.

È stato un attento osservatore di quanto succedeva, delle proposte e delle azioni che i diversi sindacati realizzavano a livello internazionale.

È stato responsabile, dal 1983 al 1991, del Dipartimento Internazionale della CISL (dal 1979). Poi è stato Coordinatore dell’Ufficio Studi e Ricerche della CISL, prima con Sergio D’Antoni e poi con il sottoscritto dal 1991 al 2006. Per me è stato, oltre che un valente e leale collaboratore, un amico a cui ho voluto bene. Aveva il dono lieve dell’ironia.

Non di quel tratto ironico sbeffeggiante che domina tutt’ora, ma quello che segna una sorta di distacco personale per capire meglio. Nei lunghi e fruttosi dialoghi che ho avuto con lui, ho compreso che storia, compresa quella del movimento dei lavoratori e dei sindacati in tutte le loro sfaccettature ideologiche e culturali, non può mai essere intesa, anche nei momenti di aspro confronto, come un mero susseguirsi di eventi: prendendo in esame la sequenza fenomenica degli avvenimenti non si fa infatti “storia”, ma“cronologia”.

Per edificare una storia che spieghi ciò che“realmente” si è e cosa è successo o succede, occorre interpretare i fenomeni “alla luce dell’idea”, ovvero leggere gli avvenimenti con quel filtro concettuale che ci fornisce un’interpretazione basata su una visione del mondo e dell’evolversi della storia.Nello stesso tempo mi metteva in guardia control’eccesso in cui l’ideale dei concettipredomina sui fatti storici e che quindi crea visione storica ideologica, precostituita, “idealizzata” appunto.

Lo scopo di un militante del movimento dei lavoratori e del sindacalismo è quello di fare in modo che dalla realtà delle situazioni concrete nascano i punti di riferimento e la declinazione dei valori proclamati.

Le sue competenze erano universalmente riconosciute e, parlando correntemente inglese, francese e spagnolo, era chiamato spesso per seminari e cicli di lezione in università italiane estraniere.  Voglio ricordale oggi e manifestare il mio dolore per la sua dipartita, vorrei solo che i santi minori che abbondano nel paradiso cislino non fossero dimenticati. A loro dobbiamo molto.

Ciao, Angelo. Grazie per quanto ci hai insegnato, per quanto ha seminato, spero solo che il sema sia caduto sul buon terreno.

Savino Pezzotta

In allegato   il ricordo di Gabriele Olini su Conquiste del Lavoro

Allegato:
laddio_dellla_cisl_a_angelo_gennari_cdl_25-6-19.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *