Volontariato, il terzo settore rimpiazza lo Stato, e poi i nonni tuttofare garantiscano servizi che il welfare non offre. Sandro Cappelletto e Laura Sabbadini, su La Stampa, partendo da dati commentano quanto avviene nel nostro paese e le prospettive, anche in conseguenza della nuova Legge per il terzo settore. Cappelletto sintetizza con grafica il volontariato: trecentomila associazioni, 7 milioni di operatori, un milione di loro riceve lo stipendio. Ci sono anche dati sul volontariato in Francia, Germania e Spagna.  Le nuove norme, ora, impongono più chiarezza e trasparenza ai bilanci delle Ong.

Cappelletto conclude il suo reportage sul Volontariato con un capitolo su orario di lavoro con queste citazioni. “Massimo Bray presidente della Fondazione Salone del Libro di Torino che, come tutti i tanti festival c,ulturali italiani, non potrebbe vivere senza il lavoro di migliaia di volontari, quasi sempre studenti, ragiona in prospettiva: «In tempi brevi la tecnologia e la robotica faranno perdere molti posti di lavoro. Lavorare quattro giorni la settimana e dedicarne uno all’assistenza, all’ambiente, alle tante esigenze del territorio potrà diventare una risposta positiva a questa emergenza. Creare un senso di comunità che abbiamo perduto e che ci ha spinto a un individualismo sfrenato, è un’urgenza etica e sociale. La bravura della politica sarà arrivare prima e non troppo tardi».”

Prosegue e così termina “E’ passato quasi un secolo dall’uscita di Possibilità economiche per i nostri nipoti, il breve saggio di John Maynard Keynes, scritto nel 1930, mentre gli Stati Uniti attraversavano la Grande Depressione, nel quale l’economista americano già intravvedeva questo scenario e giudicava necessaria una diffusa riduzione dell’orario di lavoro. Nel suo ufficio Valeria Maserti sta verificando se uno dei tre pulmini dell’Auser di Mirandola sia disponibile per accompagnare all’ospedale un malato e rispettare l’orario della terapia. Doveva pensarci il figlio, ma ha avuto un imprevisto al lavoro e adesso il tempo stringe. «Più si va avanti, più serviamo, ma si fa fatica a trovare persone nuove. Bisognerebbe rendere obbligatoria questa esperienza per tutti i lavoratori e tutti gli studenti, per capire come vive chi soffre». Pullmino trovato, problema risolto. Valeria è soddisfatta. «Capisce perché è facile entrare nel mondo del volontariato, ma molto difficile uscirne?».

A Rivoli, in occasione della presentazione della Mostra su Don Milani, si è svolto un dibattito per riflettere sul servizio civile che aveva sostituito, a partire dagli anni 70,il servizio militare obbligatorio, oggi sospeso dalla legge del 2002. E’ stata avanzata la proposta di un servizio civile obbligatorio per giovani/e, al termine del ciclo scolastico. Sarebbe una novità strutturale di grande utilità sociale per la vita del nostro Paese e soprattutto per costruire una coscienza “sui beni comuni e sulla solidarietà” nei giovani. Un servizio civile obbligatorio gestito da un Ministero diverso da quello della Difesa, e ben si comprende il perché, con un coordinamento con Enti Locali, Ong e Volontariato.

Al G7 di Venaria ci sono stati  interventi sulla società e sull'industria digitale, punto 4, ma di questi importanti problemi sociali e culturali non se n'è parlato, oppure noi non c’è ne siamo accorti.

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volontariato_e_ong_rimpiazzano_lo_stato_cappelletto.doc
volonariato_nel_resto_deuropa_cappelletto.doc
quei_nonni_tuttofare_sabbadini.doc
servizio_civile_obbligatorio_o_volontario_1.doc

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