Lo Stato, in quanto azionista, tramite il Parlamento-Governo, deve ritornare a svolgere un ruolo d’indirizzo per le loro strategie industriali.

Lo Stato, ovvero il Governo, da molto tempo s’interessa principalmente  alle aziende pubbliche per la nomina e la rotazione dei presidenti e degli amministratori delegati, per il valore delle azioni e la quota degli utili incassare; manca invece una vera funzione d’indirizzo sui piani industriali che lo Stato, in quanto azionista, tramite il Parlamento-Governo, è tenuto a svolgere. Come ad esempio avviene nella vicina Francia.

L’articolo di Gloria Riva, Espresso n. 28 del 5 luglio, prende spunto dal dossiere presentato, il primo luglio, al Governo dal Forum Disuguaglianza e diversità, coordinato da Fabrizio Barca, un progetto di sviluppo per risollevare e modernizzare il paese ed evitare la bomba sociale. in dialogo con le imprese pubbliche. Per dare un futuro industriale all’Italia bisogna investire per un verso nel digitale, nelle energie rinnovabili, nell’economia green (l’idrogeno, l’edilizia per il risparmio energetico) e circolare, per l’altro nella sanità e welfare che sono i nuovi motori dell’economia nel mondo che cambia con nuovi e inediti problemi (es. società sempre più anziane) e emergenze (es. epidemie sconosciute).

Così inizia Gloria Riva. Il dossier è sul tavolo del presidente della Repubblica, del premier e de! ministro dell’Economia, l’obiettivo è sfruttare le imprese partecipate dallo Stato – come Eni, Enel  e le altre che, insieme, valgono 254 miliardi di giro d’affari, un decimo del fatturato totale dell’industria italiana -, per disinnescare la bomba sociale d’autunno, quando si stima che quattro milioni di persone potrebbe restare senza lavoro. L’Italia, già fragile di suo. non può permettersi un simile scenario apocalittico: per ripartire in fretta. il governo potrebbe dare mandato alle aziende pubbliche di ingranare una marcia in più. Come? Dando il via a nuovi progetti di sviluppo a favore di una transizione verde e sostenibile, così come chiede l’Europa. A catena, le commesse pubbliche innescherebbero nuove attività produttive sui territori e, per la prima volta da molti anni a questa parte, le imprese private potrebbero tornare a crescere grazie alla domanda interna, visto che l’export è in affanno e l’automotive pure.

Il dossier in questione si chiama Rapporto Imprese Pubbliche, ed è stato presentato il primo luglio dal Forum delle Disuguaglianze e Diversità per proporre alle istituzioni di tornare a governare le partecipate dando loro linee strategiche di indirizzo. Il rapporto nasce dal dialogo fra i vertici di Leonardo, Saipem, Snam. Enel, Ferrovie dello Stato, Fincantieri, PagoPa, Gse, Cassa Depositi e Presiti, Terna, Poste Italiane con la Commissione Imprese e Sviluppo creata dal ForumDd, composta da giuristi ed economisti (…) per proseguire aprire l’allegato.

Alleghiamo altri quattro articoli correlati

  • L’intervista di Francesco Starace, ad Ed Enel, al Foglio del 14 maggio 2020
  • L’intervsista di Claudio Descalzi, ad Eni, al Corriere della Sera del 9 gugno 2020
  • Economia green, digitale e Sud, fondi Discovery Fund_ Il Sole 2 agosto 2020
  • Incontro al Mise con partecipate per progetti e fondi Eu_Il Sole
  • Il pensiero di Albert Eistein sulle crisi, 1931
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