Quali gli errori del passato e quali le prospettive per il futuro? Il padre dell'operaismo, Mario Tronti, analizza le ragioni che hanno portato la sinistra a perdere buona parte del suo popolo. Riflette su cosa sarebbe necessario  tornando a parlare di lavoro, di bisogni, di sicurezza, di stato sociale, per restituire senso, riconoscibilità e forza alla parola sinistra. Sottolinea l'importanza della 'libertà di pensare', in un tempo in cui l'individualismo dominante, la personalizzazione, l'epidemia dell'antipolitica, la politica come evento mediatico e il peso della finanza globale rischiano di rendere 'falsa' la democrazia.

Afferma che la scissione a sinistra è una sciagura perché “Non si è diviso un partito, si è diviso un popolo”, che urge riformare sindacati e partiti "con intorno nuove forme solidaristiche di movimento e di cooperazione, di mutuo soccorso sociale e di pratiche politiche di base".

Prosegue "la mentalità culturale democratico-progressista non ha più capito il popolo. Perché quella cultura non è di popolo, è di élite. E le due sinistre, quella cosiddetta moderata e quella cosiddetta radicale, che si differenziano magari sul terreno sociale o sul terreno istituzionale come è violentemente e inutilmente accaduto di recente, sono invece accomunate dalla stessa cultura che poi è appunto una stessa mentalità". La conseguenza? Si vede alle elezioni. "Ogni volta si registra, si costata, si ripete che il centro città vota a sinistra, le periferie votano a destra. E se ne parla, sì, ma quasi fosse un problema come un altro. E invece è il problema dei problemi".

Alleghiamo

  • La mappa del disorientamento_estratto del libro_M.Tronti_Il Manifesto
  • Individualismo, cosmopolitismo, utopia di Franco Astengo
  • La sinistra perde perchè ha dimenticato il suo popolo_web

Allegato:
la_mappa_del_disorientamento_tronti_il_manifesto.doc
individualismo_cosmopolitismo_utopia_astengo.doc
tronti_la_sinistra_ha_dimenticato_e_perde_i_lavoratori_web.doc

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