il made Italy ed il bello. L’Italia poco innova i prodotti e le tecnologie di produzione. Il bello è una risorsa economica, è stata realizzata e si realizza ancora ( in taluni settori) in Italia con la produzione di beni di altissimo valore estetico, risultato di una grande tradizione artigianale che proiettandosi nella realtà dei distretti, ha fatto nascere imprese che hanno reso famoso il “Made in Italy” nel mondo. Nel nostro paese, in campo industriale, negli anni della rinascita economica del dopoguerra l’Olivetti caratterizzò le sue produzioni all’insegna del bello, reclutando esperti di design. Nella Nota 13 dell’Isril, Giorgio Toscani tratta della cultura del bello come fattore di sviluppo allargando la valutazione al vivere quotidiano, alle nostre grandi città con le loro periferie degradate, in affanno sui temi della sicurezza, della qualità ambientale, dei servizi pubblici e privati.

Il tema di un modello urbano sostenibile che mobiliti la partecipazione delle istituzioni locali e dei cittadini nella manutenzione del verde, nell’offerta di servizi sociali “low cost”, nel recupero di immobili abbandonati, contiene anche una proposta di progettualità e di attivazione di nuove forme di imprenditorialità individuale e collettiva in grado di fornire nuove opportunità ai giovani. Barcellona, Pittsburg sono esempi noti di città che hanno creato la loro fortuna con investimenti nelle infrastrutture, nelle università, negli spazi pubblici, preparando il terreno per un rilancio su basi innovative delle loro economie. L’Italia ha un grande patrimonio di beni culturali, paesaggistici che abbiamo ereditato dal passato e che non sappiamo ancora valorizzare anche dal lato economico. Ci sono più  “spread” che ci penalizzano e non solo quello dei nostri titoli pubblici rispetto a quelli tedeschi.

Allegato

  • La cultura del bello fattore di sviluppo_Giorgio Tedeschi_ Nota Isril n.13

 

Allegato:
nota_isril_n._13-2012_-_la_cultura_de_il_bello.doc

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