I dati sui morti e infortuni sul lavoro proseguono, nel 2021, all’inquietante media di 3 decessi al giorno, e un evento traumatico ogni 50 secondi. I dati non sono ancora ufficiali. Ciò accade nelle fabbriche, nei campi e nelle serre, nei cantieri edili, nei magazzini, in mare, sui mezzi di trasporto, nelle strutture ospedaliere, per strada. Muoiono e subiscono infortuni lavoratori dipendenti come pure, in particolare nell’agricoltura e edilizia, piccoli imprenditori di ditte di appalto e coltivatori diretti.

Si deve tenere conto che i dati dell’Inail si riferiscono solamente agli incidenti di coloro coperti dall’assicurazione Inail; restano pertanto fuori dalle statistiche i lavoratori/lavoratrici in nero, i migranti senza permesso di soggiorno e tutti coloro che hanno assicurazioni diverse dall’Inail per le quali rimane ancora frammentaria l’informazione unificata. Gli accadimenti mortali e infortunistici sono quindi ben più numerosi di quanto rende noto l’Inail.

Grafico pubblicato su La Repubblica del 30-11-2021

Aumentare le sanzioni e rinviare le decisioni sulle cause della grave carenza di cultura della prevenzione non è una scelta efficace in quanto è un’azione posteriore ai danni umani già avvenuti. Agire sul fattore prevenzione significa far sì che s’intervenga quando si rilevano inosservanze alle elementari norme di sicurezza. Interventi che chiamano in causa in primo luogo i responsabili preposti alla sicurezza sul lavoro delle aziendale e dei cantieri, come pure per quanto riguarda le segnalazioni i responsabili eletti dai lavoratori. Il fattore prevenzione deve essere coordinato dall’Inail  promuovendo attività formativa a più livelli in tutto il territorio nazionale.

Da anni gli attivi di bilancio dell’Inail anziché essere impiegati per tale attività confluiscono, per una decisione legislativa che risale ai tempi di Giulio Tremonti, alla Tesoreria di Stato come è ricordato negli articoli di Giovanni Guerisoli e del Direttore dell’Inail Franco Bettoni (v. allegati):

Per avere consapevolezza di quanto la cultura della prevenzione sia indispensabile per invertire la dinamica dei morti e infortuni sul lavoro alleghiamo alcuni articoli.

1 commento
  1. RENATO ZALTIERI
    RENATO ZALTIERI dice:

    Gli infortuni sul lavoro rappresentano l’aspetto drammatico del lavoro e non possiamo solo limitarci ad auspicare solo piu’ controlli, sicuramente necessari, cosi’ come sanzioni piu’ pesanti nei confronti delle aziende. Dobbiamo lavorare di piu’ sulla cultura della sicurezza. Secondo la mia esperienza di lunga attivita’ attivita’ sindacale reputo indispensabile formare la persona sulla sicurezza prima di entrare nel mondo del lavoro. I corsi sulla sicurezza, almeno la formazione di base, andrebbero quindi collocati prima che il lavoratore acceda al lavoro.

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