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Territorio e politiche locali

IL CASO CSEA – Torino – solo uno scivolone del vice-sindaco? –

Torino è la città con più cassaintegrati, con il tasso più elevato di lavoratori dequalificati. Conseguenza, certamente, di un modello industriale manifatturiero da anni in profonda trasformazione. Ci sono a Torino e dintorni anche le eccellenze di cui tanto parla il Sindaco Fassino, ma ci sono anche le masse dequalificate di cui spesso ha parlato l’ex-Vice Sindaco Tom Dealessandri che aveva l’importante delega delle Partecipate. A Torino nel mezzo della crisi più difficile per salvaguardare l’occupazione e la struttura industriale del paese, sono falliti – per cause e storie diverse – due dei più importanti Centri di Formazione Professionale: il Csea, promosso e sostenuto dagli Enti Locali, lo Ial ente autonomo della Cisl. Poli strategici (uno pubblico, l’altro sindacale) per governare la mobilità, per favorire la crescita professionale che incrementa la produttività e l’efficienza aziendale. Delle loro strategie si parla meno delle irregolarità e/o scandali che hanno causato il fallimento.

In questo primo articolo ci soffermiamo sul caso Csea al centro, in questi giorni, della cronaca e del dibattito del Consiglio Comunale di Torino. Un successivo articolo sarà dedicato al caso Ial-Cisl To e Piemonte.

Sul caso Csea il dibattito e l’informazione si sono concentrati sui alcuni argomenti e fatti.

Scandalo sui bilanci. Revisori dei conti e responsabili di redigere i bilanci erano di fatto un tutt’uno ( così si legge sulla cronaca). Milioni dati dal Comune al Consorzio senza il tradizionale meccanismo della rendicontazione.

L’insufficiente o la non efficacia della vigilanza politica esercitata dal Comune di Torino, che chiama in  causa sia i rappresentanti designati nel CdA dello Csea, sia chi (Tom Dealessandri) ha esercitato per anni la delega per assicurare l’attuazione degli indirizzi definiti.

La gestione dello Csea. Si è detto e scritto su quanto è stato oggetto dell’arresto dell’amministratore delegato Perrone ( 2007) e del rinvio a giudizio per 15 componenti del CdA. Molto poco si è detto sulla certificazione dell’efficacia dei corsi Csea.

Il documento più utile per saperne di più è certamente della Commissione d’inchiesta del Consiglio Comunale presentato al dibattito ( in parte a porte chiuse) in Sala Rossa in questi giorni. Metteremo in rete questo importante documento appena ne disporremo.

Perchè la vigilanza del Comune di Torino e dei suoi organi è stata così inefficace? Si tratta solamente di uno scivolone di Tom Dealessandri oppure esiste un indirizzo delle giunte di centro-sinistra (amministrano da oltre 15 anni) che assegna un ruolo debole alla vigilanza, all’indirizzo strategico ritenendo migliore il primato,  “il lasciare fare” al mercato. Di mediare sempre con "esso", ovvero i soggetti protagonisti in questo scenari, profondendo energie e tempo per esercitare la  funzione di "mastice" a scapito, più volte, dei contenuti. E il caso Csea lo dimostra.

La determinazione del Comune si avverte in altro campo: quando si devono decidere le cariche, gli uomini (purtroppo sempre il solito giro). Il primato del mercato ( non poi così libero e concorrenziale) s’impone per le scelte nell’edilizia e urbanista, per gli appalti scorporati. L’attenzione e le maggiori energie ai CdA, insomma, sono rivolte sostanzialmente al negoziato sui posti da occupare, molto meno su altro, parole o scritti con poca continuità.

Per quanto viene alla luce, per quel che è trapelato del documento della Commissione d’Inchiesta, l’allora vice sindaco Dealessandri risulterebbe essere stato perlomeno disattento per quanto succedeva in Csea, in modo particolare nella lettura dei bilanci e delle necessarie correlazioni (al riguardo, ben più vigile è risultata l’Ass.re Regionale Claudia Porchietto che più volte si è fatta sentire denunciando irregolarità per lo Csea).

Nella migliore delle ipotesi il vice sindaco, ora nell’occhio del ciclone, alla fine di questa vicenda potrebbe ancora risultare la persona onesta, conosciuta da anni, ma lacunosa e disattenta nell’esercizio delle responsabilità pubbliche che implicano conoscenze dei bilanci e loro meandri. Se questo è l’epilogo probabile, ciò non equivale a possedere la patente per ricoprire altri incarichi di analoga natura. E Tom Dealesandri dovrebbe valutare il fatto,  fin d’ora, tenendo in conto di essere stato in un ruolo di primo piano nelle giunte di Chiamparino e di Fassino senza mai essersi sottoposto – per ragioni diverse – al voto degli elettori torinesi.

Alleghiamo tre articoli, due di questi giorni ed uno di febbraio 2013, che si correlano a quanto sopra richiamato. Altri articoli e link li potrete trovare nell'apposito servizio in preparazione SEGNALZIONI 1, che sarà pubblicato nelle prossime 24 ore.

 

Allegato:
csea_bufera_in_consiglio_repubblica_guccione-loghin.doc
csea_fassino_denuncia_la_politica_non_ha_vigilato_la_stampa.doc
il_crac_csea_la_repubblica_17-2-13.doc

26/09/2013/2 Commenti/da
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https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 2013-09-26 08:03:242013-09-26 08:19:54IL CASO CSEA – Torino – solo uno scivolone del vice-sindaco? –
2 commenti
  1. tommy renda
    tommy renda dice:
    07/10/2013 in 4:29 pm

    è stato sotto la giunta castellani che hanno deciso di privatizzare il Csea fiore all’occhiello della formazione piemontese,riconosciuta a livello europeo. l’hanno regalata ai soliti amici con in dote 40 miliardi di lire e la cessione a costo zero delle strutture. Già la partenza era chiaramente una cessione molto dubbia su cui doveva indagare la corte dei conti. Nel prosieguo non vi è stato alcun controllo e chi ha potuto ne ha approfittato. Fa rabbia vedere tanti giovani disoccupati e la politica che butta via risorse altrimenti spendibili in progetti di formazione con accompagnamento all’occupazione certa.
    tommy

    Rispondi
  2. Rosario Citriniti
    Rosario Citriniti dice:
    18/10/2013 in 7:01 am

    Apprezzo gli articoli scritti su Sindacalmente, io qualche mese prima del fallimento avevo prodotto un video di inchiesta al quale nessuno (Partiti/Sindacato) ha dato credito a parte SEL e M5S che mi hanno dato copertura legale per la proiezione pubblica. Penso che Tom Dealessandri abbia avuto una parte fondamentale sia nella protezione dei vertici CSEA e sia come garante per i crediti ottenuti da Csea anche, come denunciati nel video, raggirando il Consiglio comunale con l’invenzione delle lettere di Patronage. Quanto avvenuto nelle sale del Consiglio Comunale (Riprese video) dovrebbe bastare per dimissioni spontanee dei galantuomini, ma a quanto pare i galantuomini ormai sono scomparsi.

    Cordialmente

    Rosario Citriniti ex insegnante CSEA

    http://youtu.be/RkkfBejeHv4

    Rispondi

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