Lunedì 14 dicembre finalmente è andata in onda con Report la puntata:“Cisl, gli insindacabili” .  Sarà replicata Sabato 20 dicembre alle 17,30 su Rai 3. Sulla pagina facebook di Report in antemprima l’inedita intervista a Raffaele Bonanni che – a sorpresa – dichiara che erano veretiere le denuncie fatte a suo tempo sul non rispetto del Regolamento economico di quegli anni (2014). Anticipazione su questo link https://www.facebook.com/160634710642350/posts/3680698645302588/?sfnsn=scwspwa

La puntata di Report ha presentato un’immagine inquietante e desolante dei “quartieri alti” della Cisl, opposta a quella che si ritrova nei “quartieri bassi”, nel territorio e nei luoghi di lavoro. Un’inchiesta difficile da realizzare e da mandare in onda. Chi ha seguito l’intera puntata ha certamente provato indignazione o contro “il quartier generale della Cisl” o contro i denuncianti perchè “..i panni sporchi si lavano in famiglia”, come si usa fare in ogni organizzazione. Le dichiarazioni raccolte hanno però fatto ben intendere che nell’attuale “famiglia” il sapone è sparito e chiusa l’acqua! Anzi in alcuni casi il sapone ha tutt’altro uso, per la “corda dell’impiccato”! Anche per questo, molti, in particolare tra coloro che vantano una militanza pluridecennale, che hanno conosciuto valenti e prestigiosi dirigenti sindacali, avranno anche pianto, o si saranno sentiti torcere le budella,  di fronte ad un’immagine tanto avvilente messo in mostra da parte di massimi dirigenti confederali, o in fuga di fronte alla tenace giornalista di Report, o peggio ancora ammonendola con parole, dito alzato e interrogativi (lei insinua…?) per dissuaderla o zittirla, tipici di un’arroganza “in doppio petto”.

E poi, come non rimanere basiti e poi indignati alla notizia, data in apertura dal conduttore Sigrido Ranucci, della querela annunciata dalla Segretaria Generale Cisl Annamaria Furlan, ancor prima di vedere quanto sarebbe stato detto e visto nella puntata. Anziché rispondere, anziché il confronto…ancora parola agli avvocati!

L’inchiesta ha evidenziato un modello di gestione di questa Cisl imperniato sul “due pesi e due misure” per selezionare gli incarichi e definire gli organigramma. Le dichiarazioni di ex segretari Cisl, compresa quella inedita e inaspettata di Raffaele Bonanni – che ha ammesso molte delle cose denunciate da Fausto Scandola nel 2014-  hanno elevato l’attendibilità delle tante contestazioni e accuse portate alla gestione della Confederazione. La Cisl pagherà un certo prezzo d’immagine e di consensi per il comportamento tanto “degradato” messo in mostra dal “quartier generale”. Chi ha una tessera della Cisl – e indignato, forse non ha trattenuto il pianto –  ricordi sempre che la storia è contrassegnata da “corsi e ricorsi” e anche per “queste  facce e questi comportamenti” di capi  prepotenti,  emersi nella trasmissione di Report, finirà il loro tempo.

Ringraziamo le giornaliste e il conduttore di Report per la loro professionalità e il loro coraggio di cronaca, per aver recuperato testimonianze che si sarebbero perse, e con esse un pezzo di storia della Cisl, seppure doloroso. Questa puntata di Report ha restituito un po’ di giustizia al compianto Fausto Scandola, alla cui famiglia porgeremo nuovamente, in questi giorni, il nostro ringraziamento per la coraggiosa azione controcorrente iniziata da Fausto nel Prender parola. A nome di quel gruppo, sparpagliato qua e là in più regioni, che si ritrova  per dare prospettiva a quel suo messaggio. Adriano Serafino

Sul sito http://www.il9marzo.it/ trovate altri articoli sulla puntata di Report che potete ascoltare con il link qui indicato, che sarà replicata Sabato 19 dicembre alle 17,30 Rai3.

https://www.raiplay.it/video/2020/12/Report—14-12-2020-de9ece98-b076-42f3-a821-d87706e9d120.html

Gli avvocati della Cisl parleranno anche con Bonanni? http://www.il9marzo.it/?p=13460

Dov’è il contraddittorio? http://www.il9marzo.it/?p=13424

Qualcuno ha parlato… http://www.il9marzo.it/?p=13414

e qualcuno si lamenta http://www.il9marzo.it/?p=13421

Sul sito Cisl si può leggere la risposta e la contestazione della segreteria confederale alla puntata di Report, punti ripetuti nelle interviste televisive rilasciate dalla segretaria generale Annamaria Furlan, che ha dimostrato di essere colpita ancora da amnesia non replicando a quanto detto nella puntata-inchiesta di Report dagli ex-segretari confederali Graziano Trerè (che è stato anche presidente dello Ial), da Giovanni Guersoli e dall’ex- segretario generale Cisl Raffaele Bonanni (v.allegato) .

La redazione di Report ha risposto con la nota postata sulla sua pagina facebook (dove trovate numerosi commenti) che qui alleghiamo.

3 commenti
  1. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:

    Proprio perché credo nella “splendida anomalia” che la CISL è stata, e mi auguro resti, nel panorama sindacale italiano, che ho passato una vita con la CISL, prima come delegato in fabbrica, poi come operatore orizzontale e successivamente come dirigente a diversi livelli.

    Mi fa male vedere trasmissioni come quelle di Report che diffonde ad un vasto pubblico notizie già note sui fatti deplorevoli avvenuti in CISL negli ultimi anni.

    Si dovrebbe convenire sul fatto che Report è un programma di inchieste fatto da giornalisti che lavorano sulle notizie, sui documenti e il materiale che hanno a disposizione.
    Se così è, e non può che essere così, anche perché non si può osannare Report in alcune occasioni (ad esempio quando parla dei guai della Lega e di Salvini) salvo accusarlo di faziosità quando parla, ad esempio, della CISL, allora il problema non è Report ma le notizie, i documenti e il materiale che riguardano atti e fatti interni alla CISL, importanti nel determinare la qualità del rapporto tra la rappresentanza (gli organi della CISL e la Segreteria Nazionale in primis) e i rappresentati (gli iscritti), e tali da richiamare l’interesse giornalistico.
    In altri termini se gli atti e i fatti che richiamano l’interesse giornalistico non ci fossero non ci sarebbero neanche le trasmissioni come Report che parlano di scandali nella CISL.
    Dunque, se condanna deve esserci non può essere nei confronti di Report, ma dei metodi, delle modalità e dei comportamenti che nella CISL hanno determinato la trasmissione di Report.

    E nella CISL resta da spiegare, anzitutto, essendo che è da questa vicenda che tutto è iniziato, come sia stato possibile che un Segretario Generale, che aveva ottenuto oltre il 95% dei voti congressuali nel 2005, a meno di un anno di distanza sia stato costretto alle dimissioni in quanto negli organi collegiali (Segreteria, Esecutivo e Consiglio Generale) era venuta meno la maggioranza che lo sosteneva. Già, gli “Organi Collegiali”. Che credibilità possono avere gli organi collegiali che si prestano a simili manovre? Quali metodi sono stati utilizzati per raggiungere questo risultato, da chi e perchè?

    Non ho visto la trasmissione di Report ma, in ogni caso, non è questa che determina o modifica il mio giudizio sul gruppo dirigente che ancora oggi rappresenta la CISL, cioè sostanzialmente lo stesso che ha costretto alle dimissioni da Segretario Generale Savino Pezzotta ed eletto al suo posto Raffaele Bonanni, rendendosi partecipe e responsabile, ieri come oggi, del grave discredito causato all’immagine e alla reputazione della CISL.
    Nonostante la “confraternita”, non certo “religiosa” che governa la CISL, alla CISL resto iscritto perché non ho altro sindacato migliore a cui iscrivermi, ma mi auguro che questo gruppo dirigente venga rapidamente sostituito da uomini nuovi e validi, che pure nella CISL ci sono, che sappiano riportare la CISL nella dimensione di “splendida anomalia” a servizio dei lavoratori e dei pensionati così come l’hanno immaginata e voluta i suoi uomini migliori: Pastore, Storti, Macario, Carniti, Pezzotta.

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  2. Gigi Redaelli
    Gigi Redaelli dice:

    Sono stato per tanti anni sindacalista della Cisl, con incarichi da dirigente in diverse categorie, Fim, Filta, Femca e poi ancora Fim.
    Ho sempre sostenuto battaglie politiche di merito, ogni volta che ritenevo giusto e l’ho fatto negli organismi come deve essere.
    Da parecchio tempo, il dibattito interno si è di molto affievolito, molto critico “alla macchinetta del caffè” abbastanza silenzioso negli organismi.
    Dal gennaio 2017 sono in pensione e sono iscritto alla FNP, faccio diverse attività di volontariato sociale e politico, guardo dall’esterno e da distanza a quanto succede dentro la Cisl.
    Ho visto come molti la puntata di Report, prendendo con le pinze quella modalità di fare inchiesta però conoscendo alcuni fatti successi e che stanno succedendo dentro la Cisl mi aspettavo (forse ingenuamente) delle risposte. L’errore più grosso ed evidente per me, è stato quello (da parte di molti) di non rispondere e di “scappare”. Non va bene, le questioni vanno affrontate e vanno date le risposte, soprattutto se si pensa di essere nel giusto. Se non lo fai, ti devi aspettare che chi vede la trasmissione pensi che tu abbia qualcosa da nascondere.
    Nel merito della questione degli stipendi, sono d’accordo con chi ha detto che si attende che la Segreteria Confederale presenti in modo analitico le sue controdeduzioni alle affermazioni di Report, querelare un giornalista non va bene e non serve.
    Secondo me il “vulnus” parte da lontano ed è esploso sulla vicenda della pensione di Bonanni prima e degli stipendi gonfiati poi (quelli denunciati da Fausto Scandola)
    Su questo aspetto, secondo me non si è avuto il coraggio di fare scelte di intervento chiare dentro l’Organizzazione.
    Per quanto mi riguarda, il sottoscritto nel dibattito che c’è stato negli organismi, in tutte le occasioni (territoriale, regionale e nazionale) ho chiesto le dimissioni della segreteria confederale come atto politico necessario per dare una risposta a quanto era emerso. Purtroppo la mia è stata una voce all’interno degli organismi molto isolata, anche dentro la Fim nazionale.
    Visto le caratteristiche di questo sito, potrebbe essere un occasione anche virtuale dentro la Cisl dove poter liberamente dire il proprio pensiero senza essere accusato di essere contro l’organizzazione.
    Purtroppo in questi anni si è preferito la strada del consenso costruito privilegiando la presenza nel gruppo dirigente di persone che non sollevavano dubbi, critiche e tendenzialmente dicevano sempre si. Questa modo di fare non va bene, la democrazia non si alimenta con l’omogeneizzazione dei pensieri ma con la libertà di esprimere le proprie e diverse opinioni.

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  3. redazione
    redazione dice:

    Serafino a Pezzotta – QUANTO PERCEPIVA SAVINO PEZZOTTA COME SEGRETARIO GENERALE CISL – Adriano Serafion, ha inviato il post che segue sulla pagina facebook di Pezzotta – Carissimo Savino, dopo la puntata Gli insindacabili di Report, ho ricevuto più telefonate da iscritti o ex-iscritti Cisl di Torino rivolgendomi specifiche domande che ti giro. Le cose dette da Raffaele Bonanni a Report erano già in atto quando tu eri segretario generale della Cisl? E poi, quanto tu percepivi allora come segretario generale (come retribuzione e indennità)? Infine volevano saperne di più su quanti hanno partecipato alla “cordata”, capeggiata da Bonanni-Bonfanti, che ti ha “spintonato” alle dimissioni nel 2006. Ciao un grande abbraccio Adriano Serafino
    Savino Pezzotta ha così risposto – Caro Adriano , la mia retribuzione era la seguente e ti indico gli ultimi mesi di permanenza come Segretario generale: Gennaio 2006 = 3.331 euro netti; febbraio 2006 = 3.312 euro netti; marzo 2006 = 3.183 euro netti. La mia retribuzione annuale ammontava nel 2005 a circa 45.000 euro netti a questi va aggiunto l’affitto dell’appartamento che mi ha fornito l’organizzazione. Come vedi si tratta di una buona retribuzione, in regola con il regolamento in vigore allora.
    Un regolamento che non prevedeva elementi di informalità. Non credo di essere stato migliore ma solo di essermi attenuto ai regolamenti, anche se resto convinto che la trasparenza non deriva dai codici etici, ma dalla regolarità con cui si rispettano le norme in vigore. Nessuna persona può pretendere di essere migliore di altri, ma tutti siamo tenuti a perseguire il meglio anche se poi non sempre ci si riesce. Ma questa tensione va mantenuta e alimentata e poi come cristiani ci dobbiamo sempre ricordare che tutti siamo lambiti dall’imperfezione. Nel mio fare sindacato ci sono cose buone che si mescolano con errori e, forse, non sempre sono stato rigoroso come avrei dovuto essere, anche se vi ho provato.
    Oggi noi vecchietti abbiamo il dovere, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, di rammentare cosa è stato e cosa deve essere una libera associazione sindacale. In un vecchio libro di storia del sindacato ho trovato una descrizione del sindacato che ti riporto e che vale anche per l’oggi : “” il processo storico della riabilitazione del lavoro nel secolo XIX E nel secolo XX , quale f affermata e conseguita dai lavoratori per mezzo della loro azione sindacale … fu ben più vasta e più radicalmente trasformatrice di quelle che si combatterono per le unità nazionali”. La storia del sindacalismo non l’hanno fatta i teorici, i banditori di rigenerazioni sociali, ma i sindacati , la gente che lavora, mossi da un anzia di giustizia sociale che spinse e spinge a conquiste graduali, in piani sempre più vasti, a mano a mano che il lavoro si rende capace di emancipazione sempre più vasta” . A queste idee restiamo fedeli e se avanziamo delle critiche non lo facciamo per demolire ma per restaurare e costruire. CIAO Savino

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