Giovanni Avonto ci ha salutato per sempre. Venerdì 14 febbraio nel tardo pomeriggio si è conclusa la sua resistenza all’implacabile tumore. Giovanni è ricordato come un sindacalista tenace, paziente, unitario, rigoroso e puntiglioso, anche “vescovile”, e altri aggettivi, che fanno onore alla sua persona e alla sua vita. Vogliamo sottolineare la caratteristica del suo impegno di sindacalista perennemente  militante e studioso, fino a poche settimane fa, per far comprendere con le sue ricerche il valore della memoria storica. Per avere una scansione  del tempo – passato, presente, futuro –  idonea a valutare esperienze, idee, progettualità.

Di assoluto valore sono le iniziative e i suoi scritti recenti, ad esempio, sulla nascita del sindacato bianco all’inizio di secolo, sulla presenza dello stesso nel biennio-rosso. Si può certamente dire che è stato un grande “propagandista” del valore del senso critico e dell’espressione del pluralismo di idee e di proposte all’interno delle organizzazioni; un accanito difensore e appassionato studioso del ruolo delle minoranze (vedi, il caso del sindacato bianco) i cui valori possono riemergere anni più tardi; nella memoria dei movimenti sociali ricostruiva conoscenza collettiva e individuale. Ha sostenuto costantemente la necessità di accrescere la cultura dei sindacalisti – alimentando la curiosità per la filosofia, gli avvenimenti sociali e della storia, le cose e soprattutto l’attenzione verso  le persone – sostenendola con grandi programmi di studio e di formazione. Giovanni è stato una figura di sindacalista non certo diffusa.

Amava ricercare e mettere in luce ciò che viene dimenticato da coloro che assecondano il rituale del politicamente corretto o semplicemente della convenienza del momento.

Pensiamo di rendere omaggio a Giovanni, uomo di cultura e grande dirigente prima della Fim-Cisl e poi della Cisl, infine Presidente della Fondazione Vera Nocentini, pubblicando un articolo del febbraio 1984, quando stava per saltare in aria l’unità della Federazione Cgil-Cisl-Uil sulla vicenda del blocco di tre punti della scala mobile. Dopo un serrato dibattito del Consiglio dei delegati di Mirafiori, al quale aveva partecipato con Fausto Bertinotti (entrambi ricoprivano la carica di Segretari Generali del Piemonte), Giovanni propose a Bertinotti di scrivere e sottoscrivere un lungo articolo che venne pubblicato in contemporanea su Conquiste del Lavoro e su Rassegna Sindacale.

Un documento (v.allegato) oggi dimenticato che si trova negli archivi della Fondazione Nocentini e sindacali, che contiene un’analisi e una proposta a sostegno della visione economico-sociale di Ezio Tarantelli, un credibile tentativo in “zona Cesarini” di salvare l’unità sindacale Cisl-Cgil-Uil; se recepito poteva cambiare la storia del sindacato e della politica italiana. Il pesante condizionamento operato dal Pci di Enrico Berlinguer sulla Cgil non consentì di dar luogo all’ultima riunione del Direttivo Nazionale della Federazione Cisl-Cgil-Uil, pur convocato formalmente. Quella proposta Avonto-Bertinotti non venne discussa.

Nell’ultima visita a Giovanni, all’Hospice di Salerano, abbiamo portato quei documenti e discutendo di quella vicenda storica ci siamo salutati commentando “…se vi ascoltavano, cambiava la storia..”.  

Ciao Giovanni, carissimo amico e grande sindacalista, il ricordo di quanto hai fatto è anche l’immagine della tua anima.  

Nota – Il Funerale di Giovanni Avonto si terrà a Ivrea, lunedì ore 14.30 di Lunedì 17 febbraio alla Chiesa San Lorenzo , Corso Massimo D’Azeglio 71  – Rosario domenica 16 , ore 19.

Per messaggi ai familiari: Giovanni ha una moglie Paola, ipovedente; che la sorella Luisa e alcuni nipoti assistono. Vi  consigliamo di indirizzarli a Fondazione Nocentini (di cui è stato presidente). Via del Carmine 14, 10125 Torino. e-mail: fondazionenocentini@gmail.com  che provvederà a recapitarli.

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