Il G7, a Venaria dal 24 al 30 settembre, sarà un Summit sullo sviluppo, perché affronterà i tre temi chiave della crescita per i sette Paesi più ricchi al mondo. Una prima assoluta, con i ministri del Lavoro, della Scienza e dell’Industria che si avvicenderanno per i tre meeting in sequenza nei sei giorni. Alleghiamo più articoli sull'evento e sulle contestazioni.

Andrea Goldstein in Manifattura forte, competitività debole, su il Sole, dopo alcune considerazioni su G7 e Industria 4.0 così conclude “…La diffusione capillare delle tecnologie abilitanti richiede competenze per utilizzare i macchinari (e su questo il Governo è orientato ad agire già da quest’anno), così come strumenti cognitivi e culturali per capirne l’importanza. E qui si ricade una volta ancora nella difficoltà delle piccole e medie imprese italiane a professionalizzare il management, orientare gli investimenti sulla ricerca e sviluppo di frontiera, partecipare a processi di open innovation con imprese grandi (che in Italia latitano), proteggere la proprietà intellettuale, minimizzare il rischio informatico, influenzare il dibattito pubblico e difendere l’interesse nazionale senza cadere nella trappola del protezionismo. Sfide molto concrete che si aggiungono agli ostacoli amministrativi all’innovazione in Italia – la regionalizzazione dei comitati etici che appesantiscono la sperimentazione clinica, per esempio, oppure il mancato avvio dei Freunhofer italiani su cui ha posto l’attenzione Dario Di Vico. (..)

Dario Di Vico in Industria 4.0: le aziende investono, la burocrazia frena , sul Corriere della Sera, scrive: “..Non sappiamo ancora dai dati forniti la «qualità» degli investimenti effettuati, quanti siano di mera sostituzione di macchinari obsoleti e quanti invece sono veramente 4.0 ovvero contengono tecnologie di connessione.(…) Nel frattempo però è scoppiato il caso dei competence center.  Al di là della denominazione i centri – nella visione originaria del ministro Carlo Calenda – avevano un doppio e ambizioso obiettivo: stringere come mai è stato fatto finora i rapporti tra università e imprese e varare una sorta di via italiana al Fraunhofer. Il modello è quello dell’omonimo istituto tedesco che rende possibile il trasferimento continuo di tecnologie dai centri di eccellenza fino addirittura alle pmi. (…)

Alessandro Barbera in L’Italia tra i peggiori per la formazione , su La Stampa, scrive: “… «Siate affamati, siate folli», disse Steve Jobs. «Rimanete curiosi, non perdete mai il vostro coraggio», dice Mario Draghi. Fra gli scaffali carichi di polvere e storia del Trinity College di Dublino il governatore Bce ieri ha pronunciato un discorso che è risuonato nelle orecchie sorde di molti politici, a Roma e non solo. Non li chiama «bamboccioni», non li definisce «choosy». I giovani – dice Draghi che da poco ha compiuto 70 anni – sono lontani dall’immagine che ne ha la sua generazione. «Non vogliono vivere di sovvenzioni» semmai «lavorare ed allargare le opportunità». I governi devono dare una risposta ai loro bisogni: ne va del futuro di tutti. «Abbiamo visto come in diversi Paesi il peso della crisi è caduto in modo sproporzionato» sui giovani «lasciando un’eredità di speranze fallite, rabbia e sfiducia nella società e nell’identità della nostra democrazia».

L’articolo Industria 4.0 rivoluzionerà i contratti, su Il Sole, così inizia “Bologna-La digitalizzazione delle fabbriche, seguita alla prolungata crisi industriale che ha decimato i profili meno qualificati, sta rivoluzionando le relazioni sindacali: «Oggi nella metalmeccanica emiliana il peso degli operai è sceso al 50% degli addetti, fa pari con gli impiegati. Percentuale che nelle grandi imprese sul territorio, così come all’Audi di Ingolstadt, si sposta ancora più verso l’alto, con un terzo dei 45mila dipendenti blue collar e due terzi di white collar. Questo cambia completamente il ruolo del sindacato e il peso della rappresentanza, soprattutto nella meccanica», sottolinea Michele Bulgarelli, segretario Fiom Bologna. Che questa settimana ha riunito sotto le Due torri i delegati della via Emilia assieme ai rappresentanti della Ig Metall di Ingolstadt e Wolfsburg (gruppo Audi Volkswagen) per discutere di 4.0.

L’articolo termina così. «Ritarare gli accordi sindacali in base ai driver del 4.0 non basta. Digitale e robotizzazione ridurranno ulteriormente le mansioni operaie che solo in parte potremo arginare con azioni di riqualificazione. Bisogna iniziare a discutere con forza di riduzione dell’orario di lavoro – conclude il segretario Fiom regionale, Bruno Papignani come sta facendo Ig Metall. Arrivare in dieci anni a una settimana di quattro giorni è un obiettivo credibile». I.Ve.  

Francesco Maselli  “Lezioni per i sindacati retrò dalla rivoluzione dei robot in Germania”, su Il Foglio, scrive “ I sindacati tedeschi hanno raccolto e vinto, per ora, la sfida dell’innovazione. E’ quanto riporta Matthew Karnitschnig, gior­nalista di Politico.eu, che ha analizzato la lo­ro capacità di adattarsi ai nuovi modelli pro­duttivi e spingere per maggiore innovazione nelle imprese, accettando senza paura l’auto­mazione. La Germania è uno dei paesi con il più alto tasso di robot per lavoratore al mondo. Se­condo gli economisti Wolfgang Dauth, Sebastian Findeisen, Jens Sudekum e Nicole Woessner del Center for economie and policy research, in Germania ci sono 7,6 robot ogni mille lavoratori contro i 2,7 degli Stati Uniti e 1,6 dell’Europa. Ciononostante il paese con­tinua a essere una delle maggiori potenze ma­nifatturiere e ad avere uno dei tassi di disoc­cupazione più bassi dei paesi Ocse. Non solo: la manifattura assorbe circa un quarto della forza lavoro, numeri enormi se comparati a quelli americani (9 per cento).

Secondo la ri­cerca i livelli di occupazione non sono intac­cati dalla sempre maggiore automazione del­le imprese, anzi: “Sorprendentemente – scri­vono gli economisti – i lavoratori esposti alla concorrenza dei robot hanno una maggiore possibilità di mantenere il posto di lavoro nella propria azienda, perché molti di loro sono utilizzati in differenti mansioni”.

L’au­tomazione si ripercuote però su chi cerca di entrare nel mondo del lavoro, perché in alcu­ni settori ci sarà minore domanda di impiego. Ecco perché i sindacati tedeschi si stanno or­ganizzando: “Se non reagiamo velocemente a questi sviluppi tecnologici non riusciremo a contenere la digitalizzazione. Ne saremo tra­volti”, ha detto Wolfgang Lutterbach, dirigen­te della Cgb, la confederazione che riunisce gli otto principali sindacati tedeschi.(..)           

L’articolo si conclude con questa dichiarazione di Marco Bentivogli:”Nessuno ha ancora dimostrato che i robot tolgono lavoro agli uomini senza creare nuove professionalità. La sfida non è conservare posti di lavoro obsoleti, ma creare degli ecosistemi innovativi. I tedeschi lo hanno capito per primi avviando il loro piano di industria 4.0 nel 2006. Per capirci, il nostro è dello scorso anno”.

Sempre per il fronte sindacale alleghiamo:

  • L’articolo di Rocco Zagaria su Lavoro, convegno Cisl: come innestare una nuova fase di crescita sostenibile, capace di contrastare la precarietà  che è accompagnato da altri servizio che potete leggere su  https://www.cislpiemonte.it/convegno-cisl-sul-lavoro/
  • L’articolo di Marco Bentivogli su Lavoro e umanità aumentata” , L’Avvenire, che approfondisce i problemi della contrattazione e relazione partecipative per l’industria 4.0, verso l’ìappuntamento della settimana sociale dei cattolici a Cagliari.
  • Le dichiarazioni di Vincenzo Colla della Cgil su “Una politica industriale 4.0”  pubblicate su Rassegna Sindacale.
  • Il comunicato della Fim-Cisl Torino-Canavese sull'occasione persa dai protagonisti sociali, politici e economici torinesi.

Infine gli articoli di L.Poletto, La Stampa, sulle voci e iniziative di dissenso sul G7

  • Una pedalata di protesta per i fattorini di Foodora
  • Disoccupati e antagonisti "saremo il vostro incubo" . Tra le periferie cresce l'adesione al controvertice dei centri sociali.

 

 

Allegato:
g7_e_industria_4.0_goldstein_il_sole.doc
le_aziende_investono_la_burocrazia_frena_di_vico.doc
litalia_tra_i_peggiori_per_la_formazione_draghi_barbera.doc
industria_4.0_rivoluzionera_i_contratti_il_caso_tedesco_il_sole.doc
lezione_per_i_sindacati_retro_sui_robot_in_germania_maselli.doc
lavoro_a_umanita_aumentata_bentivogli_avvenire.pdf
lavoro_convegno_cisl_a_torino_zagaria_sito_cisl.doc
innovazione_una_politica_industriale4.0_rs.doc
disoccupati_antagonisti_fedoora_rider_g7_poletto_stampa.doc
g7_venaria_il_programma_giustetti_repubblica.doc
g7_occasione_persa_fim_torino-canavese.pdf
il_contro_summit_della_sinistra_europea_giustetti_repubblica.doc
proxima_programma_sei_gg.doc
g7_blindato_per_le_contestazioni_spiffero.doc
controfestival_proxima_vice_sindaco_critica_g7_rossi.doc

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