Cortei e scontri a Parigi per le pensioni, è il più lungo sciopero dal ’68. Macron fa marcia indietro sulla riforma. L’età minima resta a 62 anni. Su Il Sole, 11 gennaio, si legge. A Parigi va in scena il 38° giorno di scioperi contro la riforma delle pensioni e il Governo annuncia la parziale marcia indietro, con il ritiro «provvisorio» del punto che creava più problemi con i sindacati, l’introduzione di una soglia di età a 64 anni – più alta dell'età minima, confermata a 62 anni – per poter ottenere il trattamento pensionistico a pieno. Il primo ministro francese, Edouard Philippe, ha inviato una lettera alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, nella quale si dice «disposto a ritirare» in via provvisoria la soglia dei 64 anni, pur mantenendo il principio di un’età di equilibrio. «Per dimostrare la mia fiducia nei confronti dei partner sociali – scrive Philippe ai leader sindacali – e non pregiudicare il risultato dei loro lavori sulle misure da adottare per raggiungere l’equilibrio 2027, sono disposto a ritirare dal progetto di legge la misura di breve termine che avevo proposto, consistente a convergere gradualmente a partire dal 2022 verso un’età di equilibrio di 64 anni nel 2027». L’introduzione dell’età pivot persegue uno dei principali obiettivi della riforma, quello di incentivare carriere più lunghe, in modo da contenere l’aumento del rapporto tra pensionati e attivi destinato a crescere per l’invecchiamento demografico del Paese.

Per tutta la giornata, a Parigi sono andati in scena incidenti tra manifestanti e polizia, con cassonetti dati alle fiamme e lancio di oggetti contro la polizia, che ha risposto con cariche e lacrimogeni. (Il Sole 11 gennaio 2020)

Nota- La riforma avanzata dal Governo punta all’unificazione di criteri dei 42 regimi diversi previdenziali (con il 97% dei francesi che partecipa ad almeno due sistemi), e di riequilibrare nello stesso tempo un sistema che fa ampio ricorso alle entrate fiscali per finanziare alcune delle casse speciali, come quelle della Scnf, della Ratp e del settore elettrico. In passato riforme più mirate hanno però incontrato minori resistenze. Se si esclude la riforma Juppé, che a sua volta era un’estensione dell’ampia revisione voluta da Balladur nel ’92, il regime previdenziale è stato rivisto in Francia nel 2003 – con una riduzione delle pensioni e incentivi all’allungamento delle carriere – e nel 2010, con un aumento dell’età pensionabile da 60 a 62 anni. In entrambi i casi l’opposizione dei sindacati, per quanto incisiva, non è stata insuperabile.

Vedi anche in allegato

  • Macron contro il popolo di Paola Peduzzi Il Foglio 13-1-20
  • Dossier pensioni_tre articoli_ Le Monde Diplomatique

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macron_vs_il_popolo_peduzzi_foglio.doc
dossier_pensioni_le_monde_diplomatique.pdf

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