FINESTRA SUL MONDO n.14Notizie su Stati Uniti, Etiopia-Tigray, Bosnia Erzegovina, Sudan, Erdogan-Curdi, Portogallo, Germania, Polonia e dintorni

USA 1 – In Virginia i repubblicani vincono senza l’aiuto di TrumpDavid A. GrahamThe AtlanticStati Uniti5 novembre 2021 – Negli Stati Uniti le elezioni del 2 novembre hanno prodotto un risultato inaspettato per il Partito repubblicano, pessimo per il Partito democratico e misto per Donald Trump. Il repubblicano Glenn Youngkin che stato eletto Governatore della Virginia (dove Joe Biden aveva vinto alle presidenziali con il 10% di margine) ha vinto tenendo Trump a una certa distanza, dimostrando che è possibile immaginare un partito che non sia dominato completamente dall’ex inquilino della Casa Bianca. Trump ha dichiarato “..Il movimento Maga (Make America great again) è più grande e forte che mai”. Per più informazione https://www.internazionale.it/opinione/david-a-graham/2021/11/05/virginia-trump

USA 2 – Joe Biden, dopo un solo anno, crollo nei sondaggi, partito diviso, inflazione e pandemia fuori controllo. Per il presidente Usa un bilancio negativo e futuro difficile. Nelle prossime elezioni di Medio Termine, nel 2022, i Democratici rischiano di passare in minoranza al senato come alla Camera. Di Alberto Flores D’Arcais su L’Espresso n. 45  vedi allegato

USA 3 – Antirazzismo a scuola i repubblicani vincono senza emulare Trump – Democratici destinati a perdere nel midterm se non terranno conto dei timori degli elettori – I nuovi eletti GlennYoungkin, 54 anni, manager, repubblicano, ha vinto in Virginia; Michelle Wu, 36 anni, democratica, è diventata il primo sindaco donna di Boston; il dem Aftab Pureval, 39 anni, ha vinto in Ohio. Una inedita analisi di Yascha Mounk, su La Repubblica, su come cambia la società americana e il voto elettorale.  v.allegato

USA 4 – Stati Uniti approvato il piano sulle infrastrutture di Biden: La Camera degli Stati Uniti ha approvato il maxi piano sulle infrastrutture da 1000 miliardi di dollari del presidente Joe Biden,che aveva già ottenuto l’assenso del Senato. Un voto definitivo cui seguirà la firma del Presidente democratico che in conferenza stampa ha parlato di un «passo monumentale» che creerà milioni di posti di lavoro grazie alla realizzazione di ponti, strade, ferrovie, acquedotti, reti Internet. Un’importante successo per l’amministrazione Biden che il presidente ha paragonato alla costruzione del sistema autostradale o della ferrovia transcontinentale del 1859 per unire le due coste (Atlantico e Pacifico) degli Stati Uniti. L’approvazione è arrivata, dopo una divisione nel partito democratico con l’ala radicale,  con 228 voti favorevoli, tra cui quelli di 13 repubblicani e 206 contrari.

  • La feroce guerra Etiopia-Tigray – La pace perduta di Abiy il Nobel ora guerriero – Reportage di Raffaella Scuderi – La Repubblica- I ribelli del Tigray si avvicinano alla capitale Addis Abeba. Un rapporto Onu denuncia “crimini contro l’umanità dalle due parti”. Il Paese della Pace e del record mondiale di alberi piantati in poche ore è in guerra con se stesso. Il conflitto civile iniziato il 3 novembre del 2020 nel Nord dell’Etiopia, è giunto alle porte della capitale, Addis Abeba. Il premier etiope, Abiy Ahmed, ha dichiarato lo stato d’emergenza per sei mesi e ha invitato la popolazione di Addis a imbracciare le armi e «stanare il nemico ovunque si annidi». v.allegato

·      Bosnia Erzegovina, una crisi da non sottovalutare – È in corso in Bosnia Erzegovina l’ennesima crisi istituzionale. Ciò che tuttavia la differenzia dalle precedenti crisi sono i tentativi di minare le stesse fondamenta degli Accordi di Dayton. E riemerge il fantasma del conflitto di Elvira Jukić-Mujkić da Sarajevo    vedi link https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Bosnia-Erzegovina-una-crisi-da-non-sottovalutare-213703?fbclid=IwAR244ZMadv0RpBEsC8WOawWpV0wbHmmR7M1xFwgiDvnbhyehP5DgK1Ou_9M

  • Sudan, un nuovo governo di civili e militari per superare il golpe – Khartoum. Proseguono le trattative per un nuovo power sharing ma la frattura tra le due parti è ampia. La popolazione prosegue le proteste contro il golpe. Manifestazioni di massa il 7 e il 10 novembre. La formazione di un nuovo governo sudanese sarebbe imminente. Sono stati i militari, autori del colpo di stato a Khartoum, ad annunciarlo ieri con l’intento evidente di placare proteste e preoccupazioni all’interno e all’esterno del paese. Gli interrogativi sono tanti in queste ore. Sarà un governo civile, militare o misto?  Michele Giorgio  Il Manifesto  v. allegato
  • Portogallo al voto, elezioni anticipate il 30 gennaio – Europa. Fuoco amico sulla finanziaria, la mancata approvazione sbriciola la coalizione di sinistra. Ma anche la destra è in crisi di identità: i populisti in crescita succhiano i voti dei centristi Adinolfi Il Manifesto v. allegato

La minaccia di Erdogan: imminente una quarta invasione della Siria, ancora contro i curdi – La quarta e “definitiva” invasione contro le forze multietniche confederali proporrebbe in Turchia le lusinghe di un nuovo, sanguinoso spettacolo imperiale a una popolazione interna scossa da una tremenda crisi economico-valutaria, cercando di far risalire nei sondaggi un presidente che, per la prima volta in molti anni, è in effettiva e costante discesa. Di Davide Grasso 2-11-21  MicroMega   https://www.micromega.net/erdogan-invasione-siria-curdi/

Germania anno zero – A sorpresa la rapida nascita del governo semaforo e il mancato record di Merkel  – Liberali, socialdemocratici e verdi hanno trovato un accordo preliminare su alcuni argomenti chiave, ma la negoziazione andrà avanti per tutto novembre. L’obiettivo è permettere al nuovo esecutivo di insediarsi nella prima metà di dicembre ed essere operativo prima di natale (…). Luigi Daniele  Linkiesta vedi link https://www.linkiesta.it/2021/10/le-rapire-negoziazioni-per-il-governo-semaforo-e-il-mancato-record-di-longevita-politica-di-merkel/

Estrema Europa – In Polonia il governo nazional-sovranista respinge gli immigrati, calpesta il movimento delle donne e il pluralismo istituzionale. Cresce il movimento di opposizione spinto dalle nuove generazioni. La propaganda del partito al potere racconta la storia di una nazione vittima innocente, ma nel passato polacco ci sono parecchie colpe. Il racconto della frontiera: l’esercito di Varsavia respinge i migranti e loro resistono nei boschi in situazioni difficilissime. In allegato due articoli su L’Espresso n. 45 di Wlodek Goldkorn e Bianca Senatore . Vedi anche con questo link https://www.linkiesta.it/2021/10/polexit-unione-europea-polonia-corte/ Verso l’Europa federale – All’Ue non serve una Polexit, ma una nuova fase costituente di Pier Virgilio Dastoli sul sito Linkiesta.

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