La sentenza della Corte d´appello di Roma che ordina alla Fiat di correggere la discriminazione anti Cgil assumendo i 145 operai della Fiom deliberatamente esclusi dalle assunzioni di Pomigliano, è un segnale importante. Su questa  vicenda rimane da tempo l’imbarazzante, per non dire altro, ruolo e le dichiarazioni dei sindacati del Sì, non tanto per la loro libera scelta di valutare che era quanto definito era il possibile me per il silenzio mantenuto nel corso delle oltre 2000 assunzioni a Pomigliano che hanno escluso a priori militanti ed iscritti della Fiom. L’articolo di Nicola Cacace, in allegato si sofferma sulle caratteristiche della governante di Marchionne e sul lasciare fare dei Governi liberisti sia di Berlusconi sia di Monti. Scrive Cacace “La Fiat, un´azienda che da più di 100 anni fa e disfa a suo piacimento le più "alte" decisioni, incamerando profitti negli anni buoni e cercando di scaricarli ad altri, Stato, comunità locali, fornitori, clienti, territorio, nei periodi di magra. L´unico paese europeo con un solo grande produttore nazionale, l´ultimo paese europeo produttore di auto, con meno di 400mila pezzi in un mercato nazionale dove se ne vendono 1,5-2 milioni l´anno, l´unico grande mercato dell´auto alimentato al 70% da marche straniere e con tutti gli Stakeholders, parti interessate oltre agli azionisti al successo di una impresa, che non sono solo esclusi da ogni possibilità di difendere i loro legittimi interessi, quanto sono talvolta anche delegittimati nelle loro richieste”.

In allegato “Fiat una sentenza importante” di Nicola Cacace dal web

Allegato:
fiat_una_sentenza_importante_cacace.doc

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