ESSERE SINDACALISTI NEL TERRITORIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

ESPERIENZA DALLA “BERGAMASCA”

L’ultimo numero di Working PapersFondazione Tarantelli – pubblica la testimonianza di un sindacalista, Daniele Vedovati, che opera nella periferia bergamasca, una delle zone più contagiate dal virus.

Persone, lavoratori, sindacalisti di fronte a nuove fragilità e a nuove consapevolezze; di fronte alla paura e ai dilemmi, ma anche a nuove modalità di provare a dare risposte e di continuare ad essere presenti, prossimi. E’ il racconto di un operatore sindacale che testimonia, non solo a parole, umiltà e ordinaria straordinarietà, anche attraverso il senso del limite….

Sono giorni, questi, in cui anche noi operatori sindacali dobbiamo reinventarci per operare con nuove modalità e in cui, talvolta, le risposte che sempre avevamo pronte sembrano insufficienti…..

A partire dai frangenti di grande e comunitaria difficoltà si rinnova, senza inutili presunzioni, la consapevolezza che quello del sindacalista non è solo un mestiere, ma, inequivocabilmente, una vocazione.

il sindacalista al tempo del coronavirus, non solo perde il suo luogo naturale in cui comunicare, le assemblee – rigorosamente vietate – ma perde anche tutta la sua prontezza nel rispondere ai quesiti dei lavoratori….

Siamo stati bravi ad organizzarci con chat e mailing-list per informare prontamente i delegati su ogni singolo provvedimento, a mantenere alta la nostra presenza tra i lavoratori con comunicati e informative. Siamo pronti alle conference-call per restare in contatto con le aziende, ma alle domande, quelle fatte da persone incazzate, peggio, spaventate, perché la rabbia puoi placarla, ma la paura non sempre, non è facile rispondere….

All’epoca del virus, ci viene chiesta vicinanza proprio quando ci impongo le distanze. Le distanze fisiche vengono riempite proprio dalla vicinanza del cuore, dalla capacità di entrare in empatia con la nostra gente.

In questa crisi inaspettata siamo consapevoli che ancora di più, dobbiamo esserci e il nostro contributo la nostra capacità di trovare soluzioni e proporre dovrà rinnovarsi: il COVID-19 sta ponendo domande, sta mostrando i limiti e le vulnerabilità del nostro sistema, anche in quella Bergamo che è viva dinamica laboriosa….

Il virus ci ha fatto vedere che se le persone hanno paura l’economia globale non si ferma a guardare e non aspetta chi vorrebbe fermarsi, solo un attimo anche quando è palese che tutti siamo in scacco ugualmente ovunque. Siamo però più consapevoli lavoratori e imprese che forse non si può vivere la quotidianità pensando che nulla ci possa davvero toccare, ma che qualcosa può fermare lo scorrere delle  nostre vite fatte di abitudini e routine, che dobbiamo accettare ancor di più la fragilità e il limite...

Per saperne di più aprire l’allegato e/o vai al sito della Fondazione Tarantelli

Sommario

  • Una testimonianza esemplare di Francesco Lauria e Giuseppe Gallo
  • Essere sindacalisti e ricucire fragilità ai tempi del coronavirus: una testimonianza dalla “periferia” bergamasca di Daniele Vedovati
  • Working Papers Fondazione Tarantelli
  • www.fondazionetarantelli.it