DURA POLEMICA TRA EPIFANI E BONANNI – redazione – sindacato 20/7/10

Due interviste ai Segretari Generali della Cgil e della Cisl su “Il Corriere della Sera”, sabato 17 e domenica 18 luglio. Guglielmo Epifani contesta la Fiat che « prima paga un dividendo agli azionisti e poi decide di non riconoscere il premio ai lavoratori» dichiarando la disponibilità al dialogo ma la Fiat deve ritirare i licenziamenti. Dure critiche alla Cisl alle quali replica il giorno dopo Raffaele Bonanni con alcune affermazioni che determinano stupore sull’accordo di Pomigliano ed una dichiarazione pilatesca sui licenziamenti.

Alleghiamo i testi integrali delle due inteviste. Leggetele.

 

 

Allegato:
Intervista ad Epifani_Corriere_17-7-10.doc
Intervista di Bonanni_Corriere_18-7-10.doc

3 commenti
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera di Domenica 18 luglio sono "bestemmie" sindacali per quanto riguarda il reddito percepito a pomigliano e sul ruolo di epifani. serafino

    Rispondi
  2. noname
    noname dice:

    Giulio Pastore, Carlo Donat Cattin, Carlo Borra – ora che ci penso anche Angelo Costa seppur tardivamente – avversavano con dichiarazioni di condanna pubblica il licenziamento inflitto ad un lavoratore a causa delle sue idee politiche. E il volantinaggio elettronico rientra in questa fattispecie. Nessun iscritto a Fim o Uilm è stato perseguito per aver diffuso via email il giudizio del suo sindacato su Pomigliano o altro. Bonanni non cade nella trappola della Fiom. Lui è saggio, equilibrato, equidistante e molto attento a non mostrarsi colluso con un movimento "politico". Sottosegretario in pectore del governo Berlusconi, il Cnel lo attende, magari dopo un passaggio intermedio al Parlamento dalle parti dell’Udc. Meriterebbe un ministero, ma il suo genio di statista è attualmente incompreso. Mario Dellacqua

    Rispondi
  3. noname
    noname dice:

    L’intervista al Corriere rappresenta, di fatto, il cardine del pensiero del bonannismo che nemmeno ai tempi più bui della storia della CISL ha riferimenti. Ciò che sta accadendo nel mondo del lavoro, OGGI, rappresenta la rivincita globale del padronato italiano che trova in Berlusconi (la Marcecaglia è solo un prestanome) la sua punta di diamante: in quindici anni il cavaliere di Arcore è riuscito ad impoverire milioni di famiglie (ci sarà pure qualche lavoratore lì in mezzo, eh? Bonà), specie nel Mezzogiorno (il differenziale con i redditi delle regioni del Centro-Nord aumenta sempre più); sono milioni i giovani (o ex giovani) precari, grazie anche a leggi cui hanno appioppato in modo infame il nome di Biagi; sono centinaia di migliaia i precari espulsi dall’ordinamento scolastico (Cisl Scuola, dove sei?), ora tocca alle università, è toccato alle forze dell’ordine (Bonanni non ricorda le grandi battaglie della CISL per la conquista del diritto di associazione sindacale alle forze di polizia…). Il cavaliere di Arcore ha nascosto la realtà della crisi economica, ha sempre parlato di ottimismo, mentre i suoi ministri-gerarchi (come li chiama lui) hanno e stanno devastando tutto ciò che aveva il sapore di una conquista sociale. Basta citare l’infimo Sacconi, intimo di Bonanni: sulla sicurezza ha demolito la legge Prodi, ha squagliato i ruoli degli ispettori del lavoro, ha cancellato la legge che impediva alle aziende di far sottoscrivere lettere di dimissioni con data in bianco alle lavoratrici, qualora queste dovesero sposarsi o dovessero avere figli. Bonanni era in ferie? Napoleone Bonaparte soleva dire che ai suoi uomini (che rispettava!) poteva ordinare di tutto ma mai e poi mai avrebbe chiesto loro di sedersi sulla punta delle loro baionette! Con il pseudo-accordo di Pomigliano, Bonanni ha ordinato ai suoi militanti (che tra l’altro non avevano scelte alternative se non il licenziamento) di sedersi tranquillamente sulle "baionette": a lui piacciono così tanto che è ben disposto a replicare dovunque… non importa che Berlusconi quell’ordine l’abbia dato da anni, per conto dei suoi gerarchi, a centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici in altri settori pubblici e privati, mentre il Bonanni firmava, firmava, firmava. Gio. Di Nino

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *