Anche la Cei prende le distanze dal dirigismo del governo Monti. Il presidente della Commissione episcopale per il lavoro monsignor Gincarlo Bregantini sviscera a Famiglia Cristiana gli aspetti positivi e negativi della riforma, in particolare si sofferma sull’art.18 e sull’aver affrettato la chiusura escludendo i problemi posti dalla Cgil. Afferma il monsignore La modalità con cui è ipotizzato il licenziamento economico potrebbe rivelarsi infausta…Il lavoratore non è merce…i licenziamenti economici rischiano di generare un clima di paura in tutto il Paese". Espone tre rilievi critici “Il primo è il dispiacere che provo nel vedere la Cgil lasciata fuori da questa riforma. Un fatto che viene quasi dato come scontato, quasi che il primo sindacato italiano per numero di iscritti non sia una cosa preziosa per una riforma del lavoro. Dietro questa fetta di sindacato c’è tutto un mondo importante, cruciale, da coinvolgere per camminare verso il futuro. Altrimenti c’è il rischio che questa parte sociale, con i suoi milioni di iscritti, resti disillusa, arrabbiata, ripiegata su atteggiamenti difensivi, su un passato che non c’è più. Lasciare fuori la Cgil sarebbe una perdita di speranza notevole, un grave errore”.

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  • Il testo dell’intervista pubblicata su Famiglia Cristiana, ripreso dai media

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la_cei_scende_in_campo_famiglia_cristiana.doc

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