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Dimenticate ma esistono!

Assenti dall’agenda dei media  dimenticate dalle élite, le classi lavoratrici esistono comunque. E le difficoltà che stanno attraversando stanno alimentando un forte risentimento nella società. L’Osservatorio delle disuguaglianze, nel suo ultimo rapporto, contesta la tesi di una presunta mediazione della società con otto infografiche commentate nell’articolo “Le classi popolari non sono scomparse, tutt’altro”, di Laurent Jeanneau. pubblicato sul sito di Alternatives Economiques.

Così inizia l’articolo <<  Questo è il grande ritorno della “frattura sociale”. Non che abbia fatto “pschiiit” da quando Jacques Chirac ha reso popolare l’espressione durante la campagna presidenziale del 1995. È appena uscita dal radar dei media. L’abbiamo messo sotto il tappeto, preferendo convincerci che i lavoratori non fossero più rappresentativi di una Francia in via di mediazione, che il termine “classe” fosse obsoleto e che la ricchezza, comunque, stava gocciolando verso il basso.

Istogramma livelli istruzione

Nel suo ultimo rapporto, pubblicato l’ 8  giugno , l’Osservatorio sulle disuguaglianze demolisce queste idee consolidate e ha scelto di puntare i riflettori sulle difficoltà delle classi lavoratrici, e sul divario che le separa dalla “Francia dall’alto”.

“Il contrasto è stridente tra il divario sociale, che alimenta i grandi conflitti, e il discorso mediatico oggi dominante che lo nasconde , giudica il giudice Louis Maurin, direttore di questo Osservatorio. Molti esperti, a volte di schieramenti politici opposti, squalificano l’analisi in termini di posizioni sociali. Le disuguaglianze che contano per loro sono più quelle legate al colore della pelle, all’età, al genere o al territorio, e non all’origine sociale. »

Laurent Jeanneau prosegue con questi otto capitoli

1/ Le classi lavoratrici restano numerose

Operai e impiegati hanno perso terreno, è innegabile, ma sono ben lungi dall’essere scomparsi dal panorama. Queste due categorie popolari rappresentano ancora un posto di lavoro su due in Francia (…)

2/ L’ampio divario nel tenore di vita

Come si riconosce una classe sociale? Soprattutto, al suo stile di vita. Può sembrare ovvio, ma il tenore di vita dei dirigenti e dei lavoratori non c’entra nulla.(…)

Spiccano i primi, con un tenore di vita medio mensile di 3.200 euro. All’estremo opposto della gerarchia sociale, operai e impiegati hanno in media solo 1.600 euro al mese. È due volte meno

3/ La Francia dal basso condannata alla stagnazione

Altro dato interessante proposto dall’Osservatorio delle Disuguaglianze, e molto meno noto: il divario nel tenore di vita tra le categorie sociali si allarga con l’età. Perché durante la loro carriera, gli stipendi di operai e impiegati cambiano poco, mentre quelli dei dirigenti sperimentano una bella curva al rialzo.  A 30 anni un dirigente può contare in media su 2.700 euro netti al mese. Un lavoratore o dipendente della stessa età dovrà accontentarsi di 1.600 euro, una differenza di 1.100 euro tra queste due categorie sociali. (…)

4/ Alunni che socializzano

Il tenore di vita non è tutto. Un altro elemento molto differenziante tra le classi sociali è il titolo di studio. E anche lì le differenze sono enormi. Il 74% dei dirigenti ha un diploma superiore al bac+2, contro il 3% degli operai e il 10% degli impiegati.(…)

5/ La democratizzazione dell’istruzione superiore non giova a tutti

Sempre più francesi studiano da molto tempo. Tuttavia, è difficile parlare di “democratizzazione” dell’istruzione superiore. Perché i bambini delle classi sociali privilegiate hanno beneficiato maggiormente di questa apertura rispetto ai bambini della classe operaia. (…)

6/ Il lavoro mutila e uccide soprattutto i lavoratori

Le condizioni di lavoro sono anche un indicatore molto forte della situazione sociale. Disagi, infortuni e morti sul lavoro riguardano soprattutto le classi lavoratrici. Così, dei 40.000 infortuni sul lavoro gravi registrati nel 2019, 19.280 sono stati subiti dai lavoratori, contro i 1.805 dei dirigenti. In rapporto al numero di ore di lavoro, il rischio di invalidità a seguito di infortunio è sette volte superiore tra gli operai che tra i dirigenti (…)

7/ La distinzione sociale persiste

Dimmi cosa consumi, ti dirò a che classe appartieni. I consumi delle famiglie la dicono lunga sugli stili di vita. Questo ovviamente è legato alla dimensione del portafoglio: quando una famiglia di dirigenti può permettersi di spendere 3.600 euro al mese, una famiglia di lavoratori dovrà accontentarsi di 2.000 euro. Ma anche il tipo di spesa varia molto da una classe all’altra. (…)

8/ Classi lavoratrici invisibili

Non visto in TV. Il piccolo schermo riflette molto male la diversità sociale della Francia. Se i dirigenti rappresentano solo il 10% della popolazione, monopolizzano i due terzi delle persone visibili in televisione, nelle fiction, nell’intrattenimento o nei programmi di informazione. Gli stessi lavoratori sono quasi invisibili: il 2% delle persone viste nel piccolo lucernario, mentre loro rappresentano il 12% della popolazione. Di conseguenza, rileva l’Osservatorio delle Disuguaglianze, i dirigenti sono 30 volte più presenti in onda rispetto ai lavoratori e 6,5 volte di più di quanto dovrebbero se il tempo di trasmissione fosse distribuito in base alla loro quota di popolazione. “La televisione costruisce un’immagine distorta della società, più privilegiata di quanto non sia in realtà. Le categorie popolari sono private di voce quando la loro opinione merita almeno di essere ascoltata”, concludono gli autori.

Il testo originario completo, con gli otto istogramma, con questo link https://www.alternatives-economiques.fr/classes-populaires-nont-disparu-loin-de/00107233 , che trovate tradotto in allegato grazie alla ripresa collaborazione di Toni Ferigo, dalla RSA Piccola Mole, assistito nella navigazione in Internet da Aldo Enrietti.

23/06/2023/1 Commento/da redazione
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https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2023-06-23 18:40:562023-06-23 18:45:50Dimenticate ma esistono!
1 commento
  1. Paola
    Paola dice:
    25/06/2023 in 3:44 pm

    L’indagine si riferisce alla Francia dove uno stipendio/salario di 1800 euro è considerato basso. In Italia 1650 euro di stipendio sono considerati medi e il tenore di vita non può che essere coerente con tutte le conseguenze citate per i francesi “poveri”. Vorrei chiedere in quale categoria sono compresi gli insegnanti e quanto sono rappresentati in TV. Grazie.

    Rispondi

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