Disciplina di partito o libertà che rompe le righe? Vincolo di fedeltà e di appartenenza o tradimento?  Elogio del voto inutile e libero o calcolo delle convenienze e delle conseguenze? Testimonianza intransigente contro cedimenti politicisti o capacità flessibile di mediazione contro impotenti e innocue resistenze identitarie? Il dilemma del voto utile o disgiunto lacera la sinistra e lambisce l'area centrista di fronte alla prospettiva, in Lombardia, di consegnare alla Lega la terza Regione del Nord. C'è poi lo spettro di un pareggio al Senato che obbligherebbe Bersani a liberarsi della zavorra “ vendoliana per garantire governabilità al prezzo carissimo di un accordo con Monti: ciò darebbe alla scuola neoliberista una perigliosa centralità e un enorme potere di interdizione. L'alternativa sarebbe la convocazione di nuove elezioni con tutto il loro carico di tensioni sociali e di incognite drammatiche per la tenuta di una democrazia azzoppata dall'oscuramento della competizione programmatica fra gli schieramenti e dalla loro sostituzione con i sondaggi, con gli spettacoli, con l'efficacia delle prestazioni televisive.

  • Vedi in allegato dichiarazioni di politci in particolare sul voto in Lombardia 

Allegato:
il_voto_disgiunto.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *