Papa Francesco, con il messaggio ai medici della World Medical Association svoltosi in Vaticano, (testo integrale allegato), accoglie l’appello di Michele Gesualdi (vedi link), credente e allievo di Don Milani, malato terminale di Slia, e conseguentemente scuote l’apatia di chi ostacola l’approvazione definitiva, al Senato, del testamento biologico contenente anche le modalità per evitare l’accanimento terapeutico. Nel suo messaggio Francesco riprende le parole della Dichiarazione sull'eutanasia del 5 maggio 1980 (vedi link), emessa sotto il pontificato di Paolo VI, accusato a quel tempo  di “modernismo” da settori conservatori della Chiesa, aggiungendo al No all’accanimento terapeutico le parole di “..non ritardare la morte”.  Chi ostacola l'approvazione definitiva della legge – insistendo per emendamenti che ecludano l'idritazione dalle pratiche di accanimento terapeuticoi –  vogliono ignorare, per interessi più di bottega che di coscienza, che l'acqua – l'idritazione per un malato terminale – è un sostegno terapeutico basilare. L'acqua, bere con regolarità e in abbanodanza quando si è anziani, è infatti la prima terapia di vita consiglita da un buon medico.

https://www.sindacalmente.org/content/lasciatemi-libero-di-decidere-mgesualdi-lettera-appello-senato-e-camera

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19800505_eutanasia_it.html

Vedi  anche Fine vita, l'appello dell'allievo di don Milani: "Fate presto la legge, ho la Sla"

Allegati  – quattro articolo

Allegato:
francesco_messaggi_messaggi_pontifici_2017.doc
mai_abbandonare_il_malato_ma_no_allaccanimento_avvenire.doc
papa_francesco_apre_sul_fine_vita_huffingtonpost.doc
il_paradosso_delle_cure_palliative_adottate_finora_russo_stampa.doc

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