Domenica 13 ottobre: giornata per le vittime del lavoro. Appelli concreti e anche tanta retorica ripetitiva. Bruno Giordano, magistrato della Corte di Cassazione, scrive su L’Avvenire, che ….Sono diminuiti gli ispettori delle Asl, si attendono gli ispettori del lavoro, sono sempre troppi gli organi di vigilanza che non riescono a coordinarsi, e ogni Regione ha una propria politica di prevenzione, con diverse sensibilità rispetto alle imprese. Venti diverse politiche, mutevoli in base al quadro politico, oltre quella statale articolata a sua volta in diversi enti, sono veramente troppe.

La parola magica invocata da sempre è "coordinamento", ma nessuno ha il dovere di farlo e di imporlo. La confusione assolve l’inerzia e genera omissione dei rarissimi controlli, il terreno migliore per l’illegalità del lavoro. Per evitare disordine e realizzare un’unica strategia preventiva, sarebbe giusto e saggio abbandonare l’idea della riforma del 1978 di confinare la tutela della sicurezza nell’ambito del sistema sanitario e concentrare tutte le competenze in capo a un unico organo di vigilanza, un’Agenzia nazionale per la sicurezza del lavoro, con l’unificazione delle banche dati che in questi anni nessun Governo ha realizzato. In modo analogo a quello che è avvenuto in campo ambientale con Arpa e Sistema nazionale della prevenzione ambientale. (…) per proseguire aprire l’allegato “Facciamo finire questa strage”

Vedi anche articolo correlato di Gianni MarchettoIl tabellone comunale di rischio”

Allegato:
facciamo_finire_questa_strage_giordano_avvenire.doc
il_tabellone_comunale_di_rischio_marchetto.pdf

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