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Italia: politica, economia, società, Sindacato italiano

COALIZIONE SOCIALE – 28 Marzo a Roma – chi e cosa si muove? –

Maurizio Landini, a pochi giorni dalla manifestazione nazionale Unions, a Roma il 28 Marzo, scrive e diffonde la sua lettera-appello (vedi testo completo in allegato). Sintetizza gli obiettivi. Questo è un momento importante per il futuro di tutti noi, delle lavoratrici e dei lavoratori, del nostro sindacato che esiste e ha un senso solo se riesce a rappresentare democraticamente i vostri interessi e da voi riceve il sostegno, le idee e le energie necessarie. Per migliorare le condizioni del lavoro dipendente. Per rivendicare un sistema pensionistico più giusto con la riduzione dell’età pensionabile. Per dare un’occupazione a chi non ce l’ha con nuovi investimenti e con la riduzione dell'orario di lavoro. Per cancellare il precariato. Per combattere l'evasione fiscale e la corruzione. Per garantire il diritto alla salute e allo studio. Per istituire forme di reddito minimo. Per riconquistare veri contratti nazionali che tutelino il salario e diano uguali diritti a tutte le forme di lavoro.

Sintetizza il contesto. Nei mesi scorsi, insieme, ci siamo battuti contro il Jobs Act del governo che non crea nuovo lavoro né affronta il dramma della precarietà e della disoccupazione giovanile. Insieme abbiamo proposto delle alternative e presentato le nostre idee frutto di tante assemblee e discussioni con voi. Ma il governo non ha voluto ascoltarci, ha messo in pratica le indicazioni di Confindustria, imboccato la strada della riduzione dei diritti, sposato le ricette di chi pensa che licenziando si crei nuova occupazione. Abusando della democrazia, il governo, a colpi di fiducia, ha ridotto il Parlamento a mero esecutore della sua volontà.

Sintetizza lo scopo dell’iniziativa del 28 marzo, che tante discussioni ha indotto dentro e fuori la Cgil, prese di distanze nette dalla Fim e Uilm. Così le parole di Maurizio Landini. L'abbiamo chiamata “Unions!”, usando una lingua che non è la nostra ma utilizzando una parola che richiama le origini del movimento operaio e sindacale. Quando, tanti anni fa, lavoratrici e lavoratori senza diritti scoprirono insieme che per migliorare la propria condizione era necessario coalizzarsi e battersi per conquistare libertà e diritti comuni(…) Oggi abbiamo bisogno di riprendere il filo dell'impegno comune, delle lotte contro le politiche dei governi che in Italia e in Europa hanno voluto far pagare al lavoro il costo di una crisi prodotta dalla finanza e dalle speculazioni. Per dare rappresentanza al lavoro. Per confrontarci con tutte quelle realtà, associazioni, gruppi e movimenti che nella società affrontano e contrastano il degrado civile prodotto dalla crisi economica e dalla sua gestione politica. Per affermare i principi della nostra Costituzione. Oggi abbiamo bisogno di un'alleanza, di costruire una coalizione sociale che unisca ciò che il governo e Confindustria vogliono separare, aggregando tutte le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare…

Nei giorni scorsi molte cose sono state dette e scritte pro e contro questa iniziativa nazionale della Fiom, alla quale parteciperà, dopo i chiarimenti intervenuti anche la Cgil con Susanna Camusso.

Maurizio Landini ha sempre dichiarato e continua a dichiarare che tutto è sempre stato chiaro richiamandosi all’Assemblea Nazionale della Fiom (27-28 febbraio 2015 Cervia) alla quale partecipò la Cgil. Vedi link sottostante

http://www.fiom-cgil.it/web/assemblee-nazionali/1718-assemblea-nazionale-fiom-il-documento-conclusivo

Che l’obiettivo per costruire un’ampia unità nel sindacato – condizione assolutamente primaria per esercitare il ruolo di soggetto politico, unendo in coalizione con una chiara piattaforma rivendicativa altre forze sociali – sia quello di caratterizzarsi come forza di opposizione ad un governo è cosa perlomeno, nel nostro paese, discutibile.

Lo si può dedurre dalla realtà di questi giorni, dall’esperienza e dalla storia dei nostri sindacati da quando fu imboccata la faticosa e difficile strada (mai conclusa) dell’autonomia da partiti storici e da movimenti politici attivi o nascenti. 

E’ la storia del nostro paese con le sue luci e le sue ombre, le sue rose e le sue spine.

E’ ben difficile (e rischioso) da un lato saltare i gradini – da percorrere sempre con pazienza e tenacia, come ad esempio – per ricostruire l’unità tra i metalmeccanici per l’ormai prossimo rinnovo contrattuale nazionale della categoria; dall'altro dichiarare che “il sindacato da sempre fa politica” senza esaminare i contesti storici e la stessa veridicità dell'affermazione.

Serve ricordare, al riguardo, che in un particolare periodo storico del nostro paese, anni ’70,  il  “sindacato soggetto politico” si è concretizzato dando vita a un autonomo confronto con il governo, anche saltando il Parlamento e il confronto con i partiti.

Non esisteva ancora la normativa europea degli “avvisi comuni” e dintorni. Esisteva ancora, invece, il veto internazionale per alternanze governative che includessero anche il PCI. Era un periodo straordinario di unità e volontà unitaria tra le principali Confederazioni Sindacali. Poi venne la parentesi breve della concertazione reale, che durò pochi anni ma si protrasse, deteriorandosi e smarrendo finalità, per tanti anni, fino a diventare simulacro.

Ci sono quei presupposti, perlomeno s'intravedono tra la fitta nebbia della politica italiana, sono presenti nelle strategie dei singoli sindacati? Allora esistevano ed erano ben vivi nella coscienza e operanti nella realtà, tanto da tenere botta ad un partito di massa qual’era il PCI, con tanti operai, incisivo allora certamente più dei singoli sindacati, ma non quando gli stessi riuscivano  ad essere coesi con precise rivendicazioni. 

Allora anche le riserve pubbliche (sul sindacato non idoneo ad essere soggetto politico) di dirigenti di assoluto prestigio e seguito popolare, tra  questi Enrico Berlinguer, non fermarono il ruolo del “sindacato soggetto politico”, che si declinò invece alcuni anni dopo, sia per quelle riserve espresse dal PCI , sia per il prevalere della tendenza delle categorie a rinchiudersi su se stesse.

Maurizio Landini, che allora era giovanissimo, dovrebbe tenerne conto per procedere con un metodo diverso da quello in corso, sollecitato oltre misura dal mercato mediatico. Tenerne conto anche dopo la manifestazione del 28 marzo di Roma, che non può che essere grande.

Per qualche informazione in più aprite gli allegati e attivate i link

Allegato:
lettera_maurizio_landini.pdf
fiom_e_libera_per_il_reddito_di_cittadinanza.doc
la_coalizione_sociale_marchetto.doc
manifestazione_del_28_marzo.doc

25/03/2015/0 Commenti/da
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